Si ritarda un anno, poi spesso anche quello successivo. Alcune volte per mancanza di risorse, altre per la volontà di risparmiare. Risultato: spesso la manutenzione ordinaria degli impianti sportivi comunali (che spetta alle associazioni che li gestiscono in concessione) non si fa. E così da ordinari, quegli interventi di manutenzione diventano straordinari. E, quindi, in capo all’amministrazione. Cioè, ai cittadini. Domanda: come è possibile che il Comune non riesca a controllare? La ragione va cercata nello cronica carenza di organico degli uffici: col personale ridotto all’osso, l’amministrazione è in affanno, dovendo sbrigare innanzitutto le priorità (i servizi al cittadino). Ecco allora che finché non si riuscirà a ripristinare l’organico degli uffici, sarà una società esterna incaricata dal Comune a svolgere tutte le verifiche sullo stato delle manutenzioni degli impianti. Questo l’obiettivo della mozione (approvata all’unanimità in Consiglio) della commissione Sport. «Durante i sopralluoghi che abbiamo fatto con la commissione», spiega il presidente Michele Boero, «abbiamo visto che la manutenzione di molti impianti è un problema. Partendo da qui», spiega ancora Boero, «l’idea di affidare a una società esterna, in via provvisoria e finché non si risolve il problema della carenza di organico degli uffici, il controllo sulle manutenzioni degli impianti». ( ma. mad. )
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
