Si scava e non solo a Sant’Antioco alla ricerca dei tesori archeologici e a farlo saranno direttamente gli studenti universitari, i futuri archeologi che durante l’estate, nella cittadina lagunare, hanno la possibilità di frequentare la “Summer School, ovvero una fase diretta sul campo fatta di scavi e serate a tema aperte alla cittadinanza. «Diciottesimo anno per una formula vincente - ha detto la direttrice del Parco storico archeologico Sara Muscuso - quella della Summer School, che avvicina la ricerca scientifica alle comunità e al grande pubblico. Quest'anno abbiamo scelto di dedicare le nostre serate al tema funerario e all'approfondimento di diversi contesti mediterranei, per concludere con una intera serata finale tutta dedicata alla necropoli di Sant'Antioco, in cui si svelerà anche l'avvio di innovativi percorsi di ricerca e valorizzazione».
Il fascino dei defunti
Le conferenze affronteranno temi legati alle necropoli, ai contesti urbani alla bioarcheologia, agli scambi culturali e ai nuovi approcci metodologici applicati allo studio delle comunità del primo millennio avanti Cristo, offrendo un aggiornamento sulle principali linee di ricerca oggi attive. Gli incontri si svolgeranno presso il Museo Archeologico Ferruccio Barreca e vedranno la partecipazione di studiosi provenienti da università, soprintendenze e istituti di ricerca italiani e internazionali. Durante la Summer School saranno inoltre avviate specifiche attività di partecipazione e momenti dedicati alla divulgazione scientifica e al coinvolgimento del territorio.
Contaminazioni
«Con questa campagna di ricerche sul campo concluderemo l'analisi di tutti i materiali ceramici, metallici e ossei rinvenuti durante gli scavi fatti dal 2022 al 2025 nell'area del Cronicario», ha detto Michele Guirguis, direttore scientifico e professore dell'Università degli Studi di Sassari. «In particolare, con la partecipazione di 10 studenti delle Università di Sassari e Cagliari, oltre che dagli Atenei stranieri di Varsavia e Bucarest, studieremo nel dettaglio i più antichi reperti degli strati fenici del nono/ottavo secolo avanti Cristo. Verrà inoltre avviato lo studio sistematico di tutti gli oggetti di importazione esterna, specialmente di ambito greco, tra cui le abbondanti ceramiche im vernice nera prodotte nell'area di Atene ed esportare fino alla antica città di Sulky tra il quinto e il quarto secolo avanti Cristo».
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