Lula.

«Una scuola all’altezza di Et» 

Corsi multilingue, laboratori e un ponte con i centri di ricerca 

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«La Sardegna ha grandi potenzialità: costruiamo una scuola all’altezza del futuro». L’appello è nella lettera rivolta ai parlamentari sardi, ai ministri dell’Istruzione e dell’Università, alla Presidente della Regione, ai vertici della Provincia e al sindaco di Nuoro. «Non chiediamo di conservare l’esistente ma di costruire il futuro», sottolineano i firmatari con un occhio all’Et e alle prospettive di Sos Enattos.

L’appello arriva dai soci fondatori dell’associazione “Einstein telescope generation – Il futuro della cultura Stem e Scale in Sardegna”: Alessandro Arrabito, Fabrizio Botto, Antonio Brunetti, Donatella Carboni, Dario Madeddu, Carlo Pensavalle, Gian Nicola Cabizza, Nazario Porcu, Salvatore Fadda, Gianpatrizio Melis e Paola Demuro.

Le potenzialità

«La Sardegna è una regione che, per caratteristiche ambientali, disponibilità di spazi, qualità della vita e potenzialità di sviluppo sostenibile, può ambire a diventare un polo scientifico e culturale nel Mediterraneo e in Europa», riporta la lettera che spiega: «In questo quadro, il ridimensionamento della rete scolastica rischia di produrre un effetto opposto a quello necessario: indebolire la prima infrastruttura strategica di un territorio, nel momento in cui servirebbe rafforzarla». Da qui la richiesta «che le decisioni sul dimensionamento in Sardegna siano accompagnate da una visione di medio-lungo periodo e da misure coerenti con le ambizioni del territorio».

La proposta

L’associazione sollecita «un piano pluriennale per la scuola sarda, collegato agli obiettivi di sviluppo regionale, ricerca e innovazione; investimenti in laboratori e ambienti didattici moderni, con dotazioni adeguate per Stem, Scale (Social sciences, communication studies, arts, law, economics), competenze digitali e creatività; connessioni strutturate tra scuole, università e centri di ricerca, Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) di qualità, progetti condivisi e valorizzazione dei talenti». E poi apertura internazionale potenziando lingue, scambi, reti europee e opportunità per studenti e docenti. «Non chiediamo privilegi. Chiediamo visione e coerenza tra le potenzialità della Sardegna e le scelte politiche. Chiediamo un impegno concreto: aprire un confronto istituzionale dedicato alla scuola in Sardegna».

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