Ciclismo.

Una Roubaix da giganti, Ganna cerca la sorpresa 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Mentre gli occhi del mondo delle due ruote guardano in trepidante attesa verso il Nord della Francia, a una Parigi-Roubaix che potrebbe ridisegnare gli equilibri del ciclismo moderno, c'è uno scanzonato fanciullo francese che, nel nord della Spagna, bussa con forza alla porta del presente, perché essere il futuro non gli basta più. Il suo nome è Paul Seixas, ha 19 anni, e il Giro dei Paesi Baschi è stato un suo monologo. Alla seconda stagione tra i professionisti, non aveva mai vinto nel circuito World Tour: si è preso tre tappe e tutte le classifiche.

La Parigi-Roubaix quest'anno si prospetta ancora più memorabile del solito, perché per entrambi i suoi principali contendenti una vittoria significherebbe scrivere la storia del ciclismo. Il favorito d'obbligo è il tricampione in carica Mathieu Van der Poel, che punta a un poker che lo porterebbe a detenere il record accanto ai belgi Roger de Vlaeminck e Tom Boonen, ma l'olandese sarebbe il primo a farlo di fila. Tadej Pogacar, il suo principale rivale, ha un obiettivo ancora più grande: conquistare l'ultima Monumento che gli manca e, allo stesso tempo, diventare l'unico a vincerle tutte e cinque consecutivamente. Le alternative sono Wout Van Aert, Mads Pedersen e magari Filippo Ganna.

Ieri intanto, nel Circuito delle Ardenne, Ignazio Cireddu ha concluso la tappa più dura (194 km, 3462 m di dislivello) ad Hargnies nell’ultimo gruppo, lontanissimo dai primi.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?