Viabilità.

Una petizione per la Bitti-Sologo 

Limite a 50 orari e multe a raffica: comitato chiede di rivedere le regole 

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C’è una strada in cui si viaggia a passo d’uomo e piovono multe ogni santo giorno. La provinciale 73 è l’asse di collegamento fra la 131 Dcn e i paesi di Lula, Onanì, Bitti e parte del Goceano. Porta alla ex miniera di Sos Enattos, al cui destino sono affidate le speranze del territorio. A pagare dazio per le storture della strada sono i cittadini che quell’arteria sono costretti a percorrerla per lavoro.

Strada strategica

Limiti di velocità inadeguati il cui massimo è di 50 chilometri orari, strisce continue su ampi spazi che vietano il sorpasso laddove la visibilità lo permetterebbe, il transito di mezzi agricoli, in un area a forte vocazione agro-pastorale e quella di mezzi pesanti, rallentano il traffico, costringendo gli automobilisti a procedere a velocità ridotta per chilometri, creando talvolta file lunghissime che incentivano manovre azzardate e conseguenti sanzioni.

Un’arteria che dovrebbe collegare speditamente la provincia sarda al resto dell’Isola e all’Europa, essendo la miniera di Sos Enattos candidata a ospitare l’Einstein Telescope, dove paradossalmente ad avere una velocità sostenuta sono le multe inflitte agli automobilisti sprovveduti, contribuendo, secondo alcuni rapporti, a proiettare la Sardegna un gradino sotto il Molise in quanto a volume di incassi. Sulla base di questi dati, nasce un comitato spontaneo che con una lettera aperta a prefetto di Nuoro, Provincia e sindaci, chiedono una revisione tecnica della segnaletica verticale, aumentando la velocità di transito a almeno 60/70 orari laddove le condizioni di sicurezza lo permettano, la modifica della segnaletica orizzontale, inserendo più spazi a linea tratteggiata per consentire il sorpasso dei mezzi lenti, nei tratti dove la visibilità è garantita, rendendo una viabilità adeguata alle necessità e le ambizioni del progetto Einstein.

Una lunga storia

La strada, lunga poco più di 17 chilometri e in opera fra il 1991 e 1994 con gli ultimi fondi che la Cassa per il Mezzogiorno, accolta come la prospettiva di rinascita per i paesi dell’interno, subì negli anni vari interventi parziali. I finanziamenti provenivano da fonti diverse, ma non hanno risolto i problemi legati alla lentezza del traffico. Il comitato rende noto che i cittadini possono aderire alla petizione firmando il foglio nei bar di Lula, Onanì e Bitti.

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