Era il 14 marzo del 1962 quando Karim al Husayni Aga Khan IV ha posto il sigillo della lunga storia d’amore con la Gallura. A Olbia, in uno studio notarile al civico 193 di Corso Umberto, il 49° imam degli ismaeliti è diventato il principe della Costa Smeralda. Con la firma dell’atto costitutivo del Consorzio omonimo, e l’acquisizione di 1.800 ettari incontaminati tra i Monti di Mola e il mare di Porto Cervo, l’Aga Khan diventa il padre di un sogno che ha cambiato la storia della Sardegna. Costruita da quattro giganti dell’architettura, Jacques e Savin Couelle, Luigi Vietti e Michele Busiri Vici, che hanno disegnato ville e hotel, la visione illuminata del fondatore della Costa Smeralda ha plasmato un modello di sviluppo turistico integrato e fondato sul rispetto dell’ambiente e dell’identità locale. Non solo destinazione del turismo di lusso e ritrovo mondano del jet set internazionale, l’eredità del principe è il futuro di tutta la Gallura, Olbia compresa che, nel 1962, sindaco Saverio De Michele, fu il primo Comune a conferirgli la cittadinanza onoraria, ricevuta tre anni dopo anche dal Comune di Arzachena.
Nel cuore della Costa Smeralda, Sua Altezza Aga Khan pose la prima pietra per costruire uno degli approdi turistici più prestigiosi al mondo: nel 1964 costruì il Porto vecchio, nel 1976 la Marina nuova di Porto Cervo e nove anni prima fondò lo Yacht Club Costa Smeralda che, negli anni Ottanta, diede vita alla prima sfida italiana di Coppa America. Pioniere dei collegamenti in Gallura, nel 1964, con l’atterraggio di un Fokker fece decollare lo scalo (militare) di Venafiorita, chiuso da un decennio, trasformandolo, nel 1969, nell’aeroporto Costa Smeralda che, da gennaio scorso, porta anche il suo nome. Un anno prima fondò Alisarda, la prima compagnia aerea dell’Isola, che diventò il secondo vettore italiano, poi divenuto Meridiana e, infine, Air Italy, con la quale, l'Aga Khan ha aperto la strada a tanti nuovi posti di lavoro, fino a contare oltre 500 dipendenti in Sardegna. Tra il 1961 e il 1964, il principe diede una spinta all’industrializzazione sostenibile: portano la sua firma, Cerasarda, fabbrica di ceramiche di pregio ancora attiva, e Biancasarda, specializzata nel lavaggio industriale, nata a servizio della nascente scuola alberghiera ad Arzachena, voluta dall’Aga Khan nel 1965 per garantire una formazione adeguata ai giovani del territorio.
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