L’inchiesta.

Un sedicenne: «Ho sferrato io le due coltellate» 

Duplice tentato omicidio in discoteca: la confessione del ragazzo ai poliziotti della Squadra Mobile 

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Si è presentato ieri in Questura, negli uffici della Squadra Mobile, accompagnato dall’avvocato, e ha raccontato la sua verità sull’aggressione finita nel sangue nella notte tra sabato e domenica nella discoteca Amnesya di via Contivecchi. «Sono stato io a usare il coltello. Mi sono preoccupato per un mio familiare, coinvolto in una rissa, e sono intervenuto in sua difesa». Queste le parole di un sedicenne del Cagliaritano, uno dei quattro indagati, agli investigatori della Mobile coordinati dal dirigente Davide Carboni che avevano già individuato i presunti responsabile del grave fatto di sangue: i due 24enne feriti con le coltellate sono ancora ricoverati in ospedale, uno in prognosi riservata. Non sarebbero in pericolo di vita ma l’inchiesta, coordinata dalla Procura insieme a quella per i minorenni, va avanti per tentato duplice omicidio.

La ricostruzione

Quanto riferito dal ragazzo, assistito dall’avvocato Marco Fausto Piras, dovrà ora essere confrontato con le altre testimonianze raccolte dagli agenti della Squadra Mobile e con quanto riferito dalle due vittime. Il sedicenne avrebbe riferito ai poliziotti di aver visto un familiare in una situazione di pericolo, di essersi preoccupato per la sua incolumità e di aver sferrato le due coltellate. Poi si sarebbe allontanato. L’arma non è stata ancora recuperata. La rissa e la successiva aggressione con il coltello sarebbero avvenute all’interno della discoteca. Da una prima ricostruzione, svolta a tempo di record dagli investigatori della Mobile, i due gruppi si sarebbero fronteggiati per una sigaretta rifiutata e per qualche parola di troppo.

Il sangue

Sarebbe scoppiata una rissa con il coinvolgimento di alcune persone. E a questo punto, il sedicenne si sarebbe avvicinato sferrando le due coltellate, per poi allontanarsi e uscire da una porta di sicurezza. I due 24enne non si sarebbero accorti immediatamente delle ferite. Anche loro sono usciti subito dopo e a quel punto hanno visto che stavano perdendo sangue. Soccorsi dal personale del 118 all’esterno del locale, sono stati poi portati uno al Policlinico con una lesione all’addome, l’altro – più grave – all’ospedale Brotzu con un trauma toracico che avrebbe interessato un polmone. Per lui la prognosi è ancora riservata. Le indagini della Squadra Mobile hanno permesso di risalire al presunto gruppo di aggressori: un maggiorenne e tre minorenni (da qui l’intervento anche della Procura dei Minori). Dopo la versione fornita dal sedicenne, le indagini vanno comunque avanti per chiarire se la ricostruzione fatta dal ragazzo sia credibile. Anche perché bisogna verificare con precisione il ruolo di tutte le persone coinvolte nella rissa finita nel sangue.

Il locale

Ieri poi la novità con la confessione del sedicenne. Ora resta da capire se le due Procure decideranno di prendere dei provvedimenti a carico delle quattro persone finite sotto accusa. «Amnesya è da sempre un luogo pensato per offrire un’esperienza basata su rispetto, serenità e divertimento consapevole. Per questo motivo, prendiamo le distanze da qualsiasi comportamento violento o non conforme allo spirito che ci rappresenta. Esprimiamo la nostra vicinanza alle persone coinvolte, e restiamo a disposizione delle autorità competenti per ogni eventuale chiarimento e continuiamo a lavorare affinché le nostre serate siano, come sempre, un punto di riferimento per una clientela positiva e rispettosa», la posizione della direzione della discoteca sui social. Le coltellate tra venerdì e sabato hanno anticipato quanto poi accaduto in piazza Matteotti (uno studente rapinato da tre cittadini stranieri) e alla Marina (con il tentativo di rapina, con pistola giocattolo, in un mini market di via Lepanto e il successivo fermo di un 38enne cagliaritano.

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