Il conto sarebbe arrivato a oltre 330 mila euro e Abbanoa non è andata per il sottile: 32 famiglie di una parte del grande rione Santa Caterina sono senz'acqua da mercoledì scorso. Slaccio esecutivo. Anche per i nuclei familiari con anziani o bambini. È precipitata nel peggiore dei modi la vicenda (non nuova: già nel 2012 i primi problemi) dei residenti delle vie Matisse e Balla, ai margini di uno dei piani di zona di Carbonia in cui ha operato una delle tante coop edilizie che hanno lasciato per strada strascichi importanti. Fantasmi del passato che ogni tanto riappaiono. E quando accade sono dolori. In questa vicenda dai contorni fumosi si mischiano più fattori: la presenza ancora di un contatore da cantiere a cui le famiglie sarebbero ancora collegate indistintamente, più si presume altre utenze in zone limitrofe che potrebbero aver contribuito a fare lievitare la bolletta, la mancata voltura dei contratti, la presunta prescrizione di alcune fatture.
Le autobotti
I nodi sono arrivati al pettine giorni fa quando, col debito reclamato di 337 mila euro, Abbanoa ha staccato tutto. E per tutti sono guai enormi: finite le scorte, da ieri arrivano autobotti di privati. Forse da martedì (ma servono i tempi burocratici) i residenti usufruiranno (pagando) delle autobotti comunali. Gli ex soci della coop Cms hanno designato il nuovo amministratore di condominio, Mauro Cocco, che a ore formalizzerà l’incarico e ciò gli consentirà di interagire con Abbanoa: «Rassicuro i residenti e li informo che abbiamo già preso contatto con l’ente che si è dimostrato collaborativo per individuare una rapida soluzione».
La preoccupazione
È un momento delicato e le trattative sottotraccia sono già iniziate. Ma la disperazione monta: «Intanto – sottolinea Massimiliano Mocci, uno dei residenti – non sottovalutiamo che ci sono anche anziani, inoltre è la volta buona per chiarire la questione dei presunti allacci al nostro contatore di altre abitazioni sorte dopo le nostre, e la questione degli anticipi che noi abbiamo versato negli anni». Ci sarebbe in effetti un periodo in cui i consumi medi stimati di quel contatore fantomatico, attorno ai 5.000 euro annui, sarebbero schizzati a 20.000 euro all’anno. L’incontro non è stato ancora fissato ma intanto Abbanoa conferma: «Slaccio avvenuto per gravi irregolarità contrattuali: la fornitura era ancora intestata un’impresa costruttrice, non è stata volturata al condominio, non è avvenuto in oltre dieci anni e i consumi sono stati addebitati alla ditta costruttrice in liquidazione». Abbanoa si dice «pronta a trovare soluzioni purché si recuperi il pregresso».
Il Comune
Della vicenda è stato interessato anche il sindaco Pietro Morittu: «In questa storia mancano passaggi da definire – premette – ma abbiamo messo subito in contatto i residenti con Abbanoa e noi stessi promuoveremo una soluzione immediata».
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