L’incontro.

«Un problema serio quello dei 41-bis, territorio a rischio» 

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Nel ricordo recente e ancora vivo di Pino Tilocca, dirigente scolastico che aveva fatto del liceo classico “De Castro” di Oristano un presidio culturale e democratico, la scuola è tornata a interrogare il presente. Lo ha fatto con la voce di Antonio Ingroia, ex magistrato antimafia, a Oristano per presentare “Traditi”. «Un libro che parla di tradimenti non è un libro di gossip, è un libro di memoria», spiega Ingroia, «memoria dei tradimenti dello Stato, della politica, ma anche della magistratura». A 33 anni dalle stragi del 1992, “Traditi” è un bilancio «senza fare sconti a nessuno», che ricostruisce l’isolamento e l’abbandono di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, «traditi da pezzi dello Stato che crearono le condizioni perché venissero eliminati». Da qui l’urgenza di «ripulire lo Stato» e di una riforma anzitutto etica.

Una riflessione che si innesta sull’attualità più sensibile per la Sardegna: il regime del 41-bis e l’aumento dei detenuti sottoposti al carcere duro nell’Isola. I numeri parlano di 92 detenuti già presenti a Bancali e altri 92 destinati a Uta, mentre le programmazioni indicano 192 posti complessivi, con una possibile estensione fino a 240. «Questo è un problema serio, è grave», avverte Ingroia, «perché il 41-bis non è solo una misura di sicurezza penitenziaria, ma una scelta che produce effetti territoriali e sociali: «Con i detenuti si spostano anche i nuclei familiari».

Nel solco lasciato da Pino Tilocca, il messaggio agli studenti è il cuore della legalità, «non è materia per addetti ai lavori, ma responsabilità collettiva, perché riguarda le scelte che oggi, lontano dai riflettori, ridefiniscono il rapporto tra Stato, territori e criminalità organizzata».

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