Il progetto.

«Un ospedale più grande per una sanità migliore» 

Le sfide con l’ampliamento del Brotzu: abbattere le liste d’attesa e più medici 

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Diciassettemila metri quadrati, sette livelli, un bosco verticale e un nuovo Cup. Ma dietro l’architettura, quello che interessa davvero ai pazienti è una domanda più semplice: si riuscirà ad abbattere le liste d’attesa e a liberare i pronto soccorso? È il punto su cui si è concentrata ieri la presentazione del progetto di ampliamento del Brotzu, l’intervento da 129 milioni di euro destinato a ridisegnare non solo il presidio cagliaritano ma l'intera sanità sarda.

La risposta

L’obiettivo è quello di aumentare la capacità di risposta del sistema sanitario regionale. «Potremo abbattere le liste d’attesa in ambito chirurgico con una nuova architettura organizzativa e strutturale», ha spiegato il direttore generale dell’Arnas Maurizio Marcias. «La domanda di salute è destinata a crescere e dobbiamo attrezzarci per dare risposte adeguate». Il tema delle liste d’attesa si intreccia con quello della carenza di personale. Secondo le stime della Regione, in Sardegna mancano 300 medici e 1.500 infermieri. «Oggi il sistema sta reggendo grazie a professionisti che lavorano al limite del burnout», ha detto la presidente e assessora ad interim della Salute Alessandra Todde.

Le strategie

Per affrontare l’emergenza, la Giunta ha approvato incentivi destinati a rafforzare i pronto soccorso durante la stagione estiva, quando la popolazione aumenta per via dei flussi turistici. Si punta però anche ad ampliare il bacino di reclutamento oltre i confini nazionali. «Siamo in contatto con diversi Paesi che hanno manifestato disponibilità, come Uzbekistan e Germania», ha spiegato Todde. L’obiettivo è rendere la Sardegna più attrattiva per medici e infermieri, valorizzando qualità della vita e opportunità professionali nell’Isola. «Dobbiamo creare un contesto che permetta ai professionisti di operare ai massimi livelli. Sarà un lavoro lungo». Sul fronte delle liste d’attesa la Regione ha stanziato tre milioni di euro per le prestazioni che registrano le maggiori criticità. Tra queste anche gli interventi di cataratta, sempre più richiesti in una popolazione che invecchia progressivamente.

I numeri

Il nuovo edificio sorgerà accanto alla struttura esistente e si svilupperà su 7 livelli, con un piano interrato, uno seminterrato e cinque fuori terra, per una superficie complessiva di17.200 metri quadri, oltre a 1000 metri quadrati destinati al nuovo Cup. All’interno sorgeranno una nuova area radiologica, il trauma center, pediatria, ginecologia e cardiologia, una terapia intensiva post chirurgica da 24 posti letto e dodici nuove sale operatorie. «La piastra tecnologica consentirà di avere un unico blocco operatorio e di migliorare l’organizzazione dei percorsi clinici e assistenziali», ha aggiunto Marcias. L’iter amministrativo si concluderà entro l’autunno con la conferenza dei servizi. All’inizio del prossimo anno sarà il turno della gara d’appalto, mentre la realizzazione dell’opera richiederà circa tre anni.

I parcheggi

Per il sindaco Massimo Zedda si tratta di «una conquista dopo decenni di progetto bloccato». Il primo cittadino ha ricordato come l’intervento sia stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Il Comune ha già avviato interlocuzioni per individuare nuove aree destinate a parcheggio, coinvolgendo il comune di Selargius. Risolta anche la questione del deposito dei rifiuti ospedalieri che verranno trasferiti temporaneamente in un’altra zona già individuata e attrezzata.La scommessa resta quella indicata dalla stessa Regione: fare in modo che nuovi spazi, nuove tecnologie e nuove sale operatorie si traducano concretamente in meno attese per i pazienti e in una sanità capace di attrarre il personale che oggi manca.

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