Arbus.

Un nuovo Pai fa un passo indietro 

Il sindaco: «Alcune scelte sono incomprensibili, vanificato il lavoro del Comune» 

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Il nuovo Piano di assetto idrogeologico e idraulico della Regione fa un passo indietro ristabilendo in parte la precedente classificazione del territorio di Arbus. Nello specifico sono state confermate zone di alta pericolosità, riportate a zero rischio le zone limitrofe, sbloccando vincoli edilizi esistenti dal 2006, invariate le zone soggette a frane e inondazione estiva in alcuni tratti rocciosi della Costa Verde, il rischio più alto è nelle miniere. Perplesso il sindaco Paolo Salis: «Erano state annullate le varianti già approvate dall’amministrazione, realizzate anche con fondi regionali. A parte i soldi spesi, il percorso incide sui ritardi dell’attività di prevenzione e rilascio di licenze edilizie».

Il nuovo Pai

Ufficializzato con una delibera del 16 dicembre 2025 del Comitato istituzionale dell’autorità di bacino della Regione, licenziando così in via definitiva la variante generale al Pai e aggiornando il perimetro delle aree dei bacini idrografici. Durante le consultazioni, il Comune presentò delle osservazioni tecniche sulla classificazione di otto aree di alta pericolosità. Le proposte furono di riperimetrazione e declassamento sulla base delle condizioni morfologiche, messe in luce l’assenza di fenomeni franosi attivi e la presenza di opere di mitigazione. «Tra le aree interessate al rinnovamento – ricorda l’assessore ai lavori pubblici, Alessandro Pani – c’è Molifà, la montagna che sovrasta il paese, l’Autorità di Bacino ha accolto parzialmente la nostra richiesta riducendo il perimetro di alta pericolosità, aprendo così la strada a nuove costruzioni nella parte bassa. Ridotti i rischi nelle terre di Rocca de su Casteddu - Genna Sciria, via libera a Genna Frongia e Monte, dove è stata ripristinata la classificazione precedente, nessuna grave incidenza. Le zone minerarie di Naracauli, Gennas e Sciria invece hanno aumentano la pericolosità, vietato costruire».

Le lamentele

«Tale impostazione – aggiunge Salis – ha eliminato i pericoli in porzioni di territorio, riportandoli alla configurazione originaria del piano, frutto di un lavoro tecnico e amministrativo svolto negli anni. La modifica, pertanto, si configura incomprensibile, intanto in qualche modo rallenta la pianificazione territoriale e lo sviluppo locale. Criticità che avevo evidenziato in un incontro a Villacidro, presente l’assessore regionale ai Lavori pubblici. Un appello per accogliere le istanze del territorio». Dalla minoranza Gianni Lussu sottolinea: «Giuste le varianti solo in presenza di calamità naturali: andare avanti con aggiustamenti che stravolgono l’assetto definito in base alle caratteristiche locali, approvato dal Consiglio comunale, comporta quello che poi si è verificato, tornare indietro alle vecchie regole». Agostino Pilia aggiunge: «Il nostro territorio di vincoli ne ha anche troppi, dove occorrono per la difesa dell’ambiente sono bene accetti. Fanno male inutili cambiamenti che contraddicono realtà ormai collaudate».

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