Iglesias.

Un museo archeologico per la città 

Ecco i fondi, presto il recupero dell’ex convento di San Francesco 

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L’attesa è stata lunga ma finalmente, la città vedrà realizzato il nuovo e moderno museo archeologico, grazie all’ultima parte del copioso finanziamento necessario per la la realizzazione dell’opera. Nell’ultimo bilancio, infatti, sono stati stanziati centomila euro che andranno ad aggiungersi ai finanziamenti precedenti per un totale di quasi trecentomila euro. I fondi sono regionali.

Lo stabile

La struttura che ospiterà il museo archeologico verrà realizzata in un’ala dell’ex convento di San Francesco adiacente al chiostro, dove anticamente si trovava una scuola. Il progetto è curato e promosso dall’amministrazione comunale e in particolare, dall’assessorato alla Cultura. I lavori inizieranno a breve e si comincerà con la mostra archeologica che prenderà vita con una serie di proiezioni sulla storia più antica di Iglesias. Inoltre, potrà ospitare tre antiche collezioni donate da tre illustri famiglie della città. «Stiamo lavorando davvero tanto - ha dichiarato l’assessora alla Cultura, Carlotta Scema - e questo anno inizia sotto i migliori auspici. Il progetto prevede una struttura polifunzionale suddivisa in due piani ben distinti. Il suo ingresso - aggiunge l’assessora - sarà il suggestivo chiostro di San Francesco e nella parte inferiore, potrà ospitare spazi per la presentazione di libri e convegni». Si tratta di un progetto ben articolato in diverse parti. «La parte superiore potremmo definirla il cuore pulsante del museo - ha aggiunto - perché ospiterà le tre antiche collezioni. Ogni collezione verrà ospitata in uno spazio particolare e attraverso una tecnica multimediale, in un quadro verranno raffigurati i capostipiti delle tre famiglie e attraverso un racconto di storie e aneddoti saranno raccontate le loro storie e l' origine e il percorso dei propri reperti archeologici».

Il progetto
A curare integralmente la parte strutturale e tecnica del museo archeologico sarà l’architetto Olindo Merone: «Il progetto è curato nei minimi dettagli e prende il nome di “Frammenti ritrovati”, poiché fa riferimento ai reperti e frammenti che ospiterà. Sono stati studiate tre sceneggiature multimediali che ci consentono di spiegare la storia dei reperti archeologici. Ma anche la storia, gli anedotti, gli episodi più particolari di questa città». Il progetto sarà parte integrante di un percorso culturale che farà riferimento sia al museo dei minerali che all’Archivio storico di Iglesias, che si trovano a pochi passi.

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