Vacanze

«Un milione di turisti? Meglio la stagione da marzo a novembre» 

Dopo l’incendio a Punta Molentis più controlli per tutelare l’ambiente 

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Nel 2025 ha sfiorato il milione di presenze con 934 mila turisti. Numeri che proiettano Villasimius nel ristretto “club” delle località balneari italiane inserite nel cosiddetto “G20 Spiagge”, dove la Sardegna per il momento è rappresentata soltanto da Alghero e Arzachena. Raggiungere la cifra a sei zeri però non impressiona più di tanto il sindaco Gianluca Dessì. «I numero sono certamente importanti, ma non mi condizionano più di tanto», esordisce il primo cittadino. «La crescita è costante e siamo riusciti ad allungare la stagione fino a ottobre, il che è positivo».

Quali sono le sue perplessità?

«Il periodo tra giugno e settembre sta diventando difficile da gestire, soprattutto per garantire i servizi».

Dopo l’incendio a Punta Molentis cosa è cambiato?

«C’è molta più consapevolezza. Il controllo del territorio durante il periodo estivo è migliorato. Stiamo studiando nuovi piani di sicurezza per le aree più sensibili».

Cosa manca a Villasimius per raggiungere il livello della Costa Smeralda?

«Nulla. La Costa Smeralda è una realtà specifica che ha sdoganato il turismo in Sardegna, ma noi siamo complementari».

Resta un modello di riferimento?

«Certo. Forse negli anni '80, invece di copiare le cose migliori della Costa Smeralda, non abbiamo programmato bene: oggi abbiamo 7.000 seconde case; se fossero state 1.500 ville l’impatto antropico sarebbe stato diverso. Avremmo preservato di più l'ambiente».

Molti operatori chiedono una piattaforma digitale locale per gestire le prenotazioni.

«Sì, ma serve la collaborazione tra le strutture. Non possiamo aspettare i tempi della Regione per avere i numeri delle presenze; se conosci i dati in tempo reale, programmi meglio la stagione successiva».

Il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti quanto costa alla comunità in termini economici e di immagine?

«Incide, anche se non in modo drammatico grazie ai controlli. Negli ultimi anni la videosorveglianza ci ha permesso di sanzionare molte persone e, ora che è diventato reato penale, l'atteggiamento sta cambiando. Abbiamo installato rilevatori di targa e telecamere ovunque».

La Polizia locale è uscita dall’Unione dei Comuni. Come vanno le cose?

«La situazione è migliorata nettamente. Prima avevamo 15 vigili da dividere su quattro comuni; oggi ne abbiamo 15 in più oltre ai nostri 7 di ruolo, dedicati esclusivamente a Villasimius. Avevamo esigenze particolari che l’Unione non era in grado di garantire».

Si parla di qualche tensione all'interno del Consorzio turistico.

«Non mi risulta. Ma ci sono punti su cui dobbiamo ancora trovare la quadra. Ad esempio, dobbiamo riuscire a mettere a sistema una data di apertura unica per tutti: aprire a fine marzo e chiudere a novembre è vitale».

La viabilità e i collegamenti aerei restano un nodo critico?

«Non avere una “bretella” veloce è un peso, anche se a luglio e agosto paradossalmente aiuta a limitare gli accessi incontrollati. Per quanto riguarda i voli, non si capisce perché Olbia abbia il collegamento diretto con gli Stati Uniti e Cagliari no».

Che fine ha fatto il progetto per gli alloggi da destinare ai lavoratori stagionali?

«Stiamo studiando il Puc per individuare aree idonee dove consentire la realizzazione di alloggi. Non vogliamo costruire semplici appartamenti, ma strutture funzionali. Ci stiamo confrontando direttamente con gli operatori per trovare la soluzione migliore. Ogni anno ci sono duemila lavoratori».

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