Energia

Un impianto agrivoltaico tra Pabillonis e Guspini bocciato dal Tar Sardegna 

I giudici: le aree non disponibili per il progetto della “Lapislazzuli” 

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Stop a pannelli, ulivi, api e prati fioriti: il Tar di Cagliari boccia l’impianto agrivoltaico “Energia dell’Olio Sardo” nelle campagne tra Pabillonis e Guspini, proposto dalla Pacifico Lapislazzuli Srl, uno dei più importanti produttori di olio italiano. Il contenzioso ha visto contrapposti la società contro la Regione che ha dato parere negativo alla realizzazione dell’impianto. I giudici amministrativi hanno ritenuto giusto il diniego, motivato sia dall’assenza del titolo di proprietà della terra su cui sarebbe dovuta sorgere l’opera sia del mancato avvio delle fasi espropriative dell’area. Il verdetto: «Il ricorso è irricevibile».

Il progetto

L’hanno chiamato “Centrale fotovoltaica- Energia dell’olio sardo”, un modello innovativo che unisce produzione energetica rinnovabile e coltivazione olivicola super intensiva nel cuore del Medio Campidano. L’impianto previsto ha una potenza da 52 megawatt ed è composto da 86.160 pannelli fotovoltaici in silicio cristallino, sistemati a 2,80 metri da terra, su una superficie di 80 ettari, accompagnato da un’area per attività agronomiche, la piantumazione di 100 mila ulivi, l’allevamento di api per il miele con 40 arnie. Costo: 40 milioni. Il progetto risale al 2023, un anno dopo un decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha espresso «giudizio positivo sulla compatibilità ambientale e parere favorevole sull’assenza di incidenza negativa e significativa dei siti Natura 2000». Inoltre la Soprintendenza speciale per il Pnrr del Ministero della Cultura aveva stabilito che l’impianto ricadesse «in area idonea».

La Regione

Quando sembrava che l’iniziativa avesse tutte le carte in regola per essere promosso è arrivato il parere della Regione: il mega impianto nei Comuni di Pabillonis e Guspini non s’ha da fare. Il Servizio Energia ed Economia Verde dell’Assessorato regionale all’Industria prima ha comunicato alla società il preavviso di diniego alla sua istanza di Autorizzazione unica; poi, a seguito delle controdeduzioni dell’interessato l’ha respinto definitivamente. Da qui il ricorso al Tar. La Regione ha evidenziato i motivi del “no” al progetto: intanto «i lotti interessati sono intestati non alla proponente, bensì alla Mare Rinnovabili S.r.l. che ha trasmesso due contratti preliminari di compravendita intestati alla Pacifico Lapislazzuli. Contratti stipulati in data successiva alla richiesta dell’autorizzazione». Infine «la società non ha provveduto ad eliminare dal perimetro dell'impianto le particelle non interessate dall’impianto».

La sentenza

Il principio della “titolarità dell’area” l’hanno stabilito i giudici che hanno opposto un altro “no” ai piani di fotovoltaico ed agrivoltaico nel Campidano, con la sentenza dei giorni scorsi: chi vuole realizzare un impianto per la produzione di energia rinnovabile non può cambiare le carte in tavola quando vuole, a piacimento, nell’attesa che le aree possono essere considerate “idonee” e i pannelli “accettabili”, sperando di riuscire a realizzare l’opera. Per il Tar è pacifico che la ricorrente non disponesse del nulla osta delle aree demaniale coinvolte, né che si fosse adoperata per ottenerlo. La procedura non sarebbe stata complicata, l'area interessata è compresa tra il Canale Trottu, Flumini Bellu e Flumini Mannu di Pabillonis sui quali confluiscono corsi d’acqua rappresentati nella tavoletta Igm “Guspini” e non nella rete idrografica della Sardegna. In ogni caso, le norme nazionali e regionale prevedono che tra aree private e demaniali, ai fini del via libera a procedere, la disponibilità delle aree deve occorrere al momento di presentazione della domanda: un requisito essenziale: il ricorso è stato respinto.

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