Stati Uniti.

Un giudice ferma le sanzioni Usa ad Albanese 

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Washington. Un giudice distrettuale ferma le sanzioni inflitte dall’amministrazione Trump a Francesca Albanese, la relatrice speciale Onu sulla Palestina che non aveva risparmiato critiche anche a Washington nei suoi rapporti sulla campagna di Israele nella Striscia di Gaza. È lei ad annunciare su X che il giudice ha stabilito che «tutelare la libertà di parola è sempre nell’interesse pubblico». La lettura più plausibile è che il giudice Richard Leon abbia stabilito che l’amministrazione Trump ha violato i diritti di Albanese garantiti dal Primo Emendamento quando le ha imposto sanzioni nel 2025, con misure che sembravano prendere di mira direttamente le sue dichiarazioni critiche nei confronti di Israele. E abbia per questo deciso di sospenderle in via temporanea, in attesa della sentenza d’appello. Albanese aveva accusato Israele di genocidio e violazioni dei diritti umani a Gaza, e segnalato alla Corte Penale Internazionale (Cpi) alcuni funzionari israeliani, tra cui il premier Benjamin Netanyahu. In Italia Avs esulta ma ricorda: «In tutto questo tempo il governo Meloni non ha trovato la forza, il coraggio, la dignità istituzionale di difendere una cittadina italiana, vittima di un governo straniero». Solidarietà anche dal M5S. Ma sul tema il ministro degli Esteri Antonio Tajani glissa: «Mica devo commentare le decisioni di ogni tribunale nel mondo».

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