Il 14 maggio 2019 il Consorzio industriale gli aveva aggiudicato l’aeroporto di Tortolì per 3,3 milioni di euro. A titolo di garanzia, in nome e per conto di un personaggio canadese, tale Steve Burke, che indicava come suo suocero, aveva mostrato il cedolino (falso) di un bonifico effettuato tramite la Banca di Taiwan. Sembrava tutto vero, tanto che Antonio Murgia, 71 anni, di Villaputzu, appariva agli interlocutori come un magnate. Il gioco ha retto fino a quando la Guardia di finanza di Muravera non ha ricevuto una segnalazione per operazione sospetta. Così, qualche tempo fa, il sedicente uomo d’affari, che si presentava come capitano delle Fiamme gialle (di cui ha fatto parte fino al 1993 col grado di appuntato), non è finito nei guai e rinviato a giudizio con l’accusa di truffa.
Il finto bonifico
La società Aliarbatax aveva aggiudicato la gara al finto uomo d’affari di Villaputzu. A fronte di un’operazione economica di tale rilevanza, Murgia non aveva mai fornito giustificazioni serie e attendibili rispetto alla mancata ricezione delle somme oggetto di quella transazione bancaria (puntualmente eccepita dal Consorzio), con una condotta evidentemente sintomatica della sua malafede. Dopo dieci giorni d’attesa, dato che i bonifici non arrivavano, l’ente aveva annullato la vendita. Ma gli interessi di Murgia spaziavano anche su altri settori. Il sedicente milionario aveva ascritto al suo patrimonio l’Hotel Paradiso e il Mini Hotel di Nuoro, acquistati (secondo lui) con la tecnica di bonifici esteri.
Sotto processo
Martedì, davanti al giudice del Tribunale di Lanusei Nicola Caschili e al pm Daniele Loi, si è tenuta un’udienza in cui sono comparsi, in qualità di testimoni il comandante delle Fiamme Gialle di Arbatax Leonardo Di Blasi, che a suo tempo guidava la tenenza di Muravera. L’ufficiale ha illustrato le attività investigative condotte sul campo. Durante le perquisizioni, nella casa di Villaputzu erano stati rinvenuti elementi che i militari considerano probanti per il raggiro, fra cui titoli milionari e internazionali, azioni e assegni. È emerso che sono 81 le persone finite nella rete di Murgia, tante delle quali anche in Ogliastra. L’imputato (assente in Aula) è assistito da Saverio Mereu. Prossima udienza il 10 novembre.
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