Tortolì.

Un drone sottomarino alla ricerca della salme dei pescatori dispersi 

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Il mare li ha inghiottiti l’11 febbraio. Delle loro salme ancora nessuna traccia. Ieri mattina sono riprese le ricerche dei corpi di Antonino Morlè, 52 anni e Enrico Piras, (63) i due pescatori morti nel naufragio del peschereccio Luigino avvenuto l’11 febbraio nel mare di Santa Maria Navarrese.

Le condizioni meteomarine, dopo settimane di piogge e tempesta, al momento sono considerate ottimali. La Guardia costiera ha ripreso a pattugliare la costa di fronte a Santa Maria Navarrese. Servono grandi occhi per scandagliare le onde. Al lavoro ci sono gli uomini del quarto nucleo sommozzatori della Guardia Costiera di Cagliari, che effettueranno il monitoraggio del fondale mediante l’utilizzo del Rov, il drone sottomarino. Controllato dalla barca appoggio scruta il fondale. Il primo obiettivo è trovare il relitto, localizzato a 13 miglia dal punto in cui sarebbe affondato la barca. L’unica certezza garantita dal localizzatore, la scatola nera. La giornata si è conclusa nel tardo pomeriggio con un risultato negativo: nessuna traccia del relitto, su cui si dovrebbe trovare il capitano, rimasto intrappolato a bordo. Senza neppure il tempo di indossare il giubbotto di salvataggio prima che l’onda travolgesse la barca. Sorte diversa quella di Enrico Piras, caduto in mare, quasi salvo e poi di nuovo perduto tra i flutti. (si. l.)

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