La nomina.

«Un corto circuito istituzionale sul caso Forestas» 

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Si parla già di «corto circuito istituzionale». Il riferimento è alla recente decisione dell’Ufficio anticorruzione della Regione di dichiarare nulla la nomina di Salvatore Piras ad amministratore unico di Forestas. Fin qui, tutto bene. Senonché due giorni fa Piras – la cui nomina è stata disposta dalla presidente della Regione – ha presentato ricorso al Tar contro l’annullamento. Ora cosa succede? L’anticorruzione non ha autonomia di difesa e in giudizio dovrebbe essere rappresentato dall’Avvocatura della Regione. Qui il paradosso perché l’Avvocatura regionale dipende dalla presidenza della Regione e può ricevere l’incarico di difesa soltanto dalla governatrice. In pratica: Alessandra Todde dovrebbe autorizzare l’Avvocatura a difendere davanti al Tar la decisione dell’anticorruzione che ha annullato proprio un suo decreto di nomina.

Un «corto circuito istituzionale», lo definisce Michele Pais (Lega), ex presidente del Consiglio regionale, «un altro pasticcio, dopo le nomine nulle della Asl e centinaia di migliaia di euro di danni a conto dei sardi». E adesso, fa notare il leghista, «sarà curioso capire quale mandato la presidente Todde darà all'Avvocatura: difendere il proprio decreto di nomina o difendere il provvedimento di annullamento dell'ufficio Anticorruzione?».

La vicenda

Da parte sua, l’ormai ex amministratore unico ha sottolineato di ritenere «necessario un intervento per evitare che una vicenda giuridica complessa venga trasformata in un processo sommario nei confronti della mia persona, della Giunta regionale e degli uffici che hanno istruito la nomina». Da qui la decisione «di impugnare il provvedimento innanzitutto chiedendo la sospensiva al Tar». Ad ogni modo, ha chiarito, «non vi è mai stato alcun comportamento opaco», scrive, «né da parte mia né da parte degli uffici che hanno istruito il procedimento, ho reso tutte le dichiarazioni previste dalla legge, indicando in modo chiaro e trasparente ogni elemento relativo alla mia posizione professionale. Secondo gli uffici di vigilanza regionali Piras non poteva essere nominato perché nell’anno precedente alla nomina (che risale a giugno del 2024) era direttore generale (attività che svolge tutt'ora) della società Opera Gesù Nazareno che, lavorando nel campo della riabilitazione socio-sanitaria, ha percepito fondi da agenzie regionali del settore della sanità. (ro. mu.)

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