Un Cagliari a stelle e strisce. Come previsto dal progetto complessivo, gli investitori statunitensi stanno per acquisire un’altra quota di poco superiore al 20 per cento del pacchetto azionario del Cagliari, da sommare al precedente 20 per cento già acquisito alla fine del 2025. Ieri, la data fissata dall’accordo fra Tommaso Giulini, Maurizio Fiori e Prashant Gupta, non c’è stata l’ufficializzazione dell’aumento di partecipazione a causa della volata del mercato, nel Cagliari sono state ore convulse tra acquisti e cessioni e tutto comunque avverrà nei prossimi giorni.
Il manager rossoblù che ha fatto da “ponte” nella lunga trattativa fra investitori e club, Stefano Melis, è stato impegnato in prima persona nelle operazioni di mercato, anche grazie al fatto che parli correntemente più lingue, elemento che agevola nelle frenetiche trattative in spagnolo o inglese delle ultime ore.
Le quote
La Fluorsid Group, la holding proprietaria anche della Cagliari Calcio, sta cedendo una seconda quota di circa il 22 per cento della società sportiva, valutata circa 130 milioni. Da qui, è facile calcolare questo primo investimento della cordata americana, arrivata a circa il 42 per cento: circa 54 milioni di euro, una “minoranza qualificata” che consente al management attuale del club di godere di maggiori certezze sul presente e sul futuro, con lo stadio in primo piano nel planning degli investimenti.
Come noto, gli investitori sono guidati dal sardo Maurizio Fiori e da Prashant Gupta, imprenditore di origini indiane residente negli Stati Uniti. Nel gruppo, anche profili “di alto livello del mondo dello sport e del business internazionale”, come recitava il comunicato del dicembre scorso. Fiori è Managing director di Praxis Capital Management, fondo globale con sede a Chicago, dove guida la divisione Private Markets. È anche ceo di Argos Investment Management, con un portafoglio di oltre un miliardo di dollari in gestione di investimenti alternativi. Gupta è un imprenditore di successo con oltre 25 anni di esperienza nel mondo degli investimenti. È co-fondatore di Lancium Inc, azienda di infrastrutture tecnologiche specializzata nei data center di sistemi elettrici. È stato anche al vertice di un fondo multi-strategy (specializzato nella diversificazione delle strategie di investimento) a Chicago.
La prima mossa
Il 21 novembre 2025 l’annuncio dell’accordo. Tommaso Giulini e Maurizio Fiori, dopo circa un anno di contatti, trattative e confronti, firmano un accordo “che prevede l’ingresso nel capitale sociale della società di un gruppo di investitori americani facenti riferimento a Maurizio Fiori, sardo di origine e amministratore delegato di Praxis Capital Management, finalizzato all’acquisizione di una partecipazione di minoranza qualificata”. Il Cagliari aveva sottolineato quanto l’intesa nascesse “dalla condivisione di una visione strategica per supportare lo sviluppo del nuovo stadio e più in generale la crescita e il rafforzamento strutturale del Cagliari Calcio”.
Nel primo comunicato, una sottolineatura importante: “Tommaso Giulini manterrà il controllo e la guida operativa del club, affiancato da un partner internazionale in grado di contribuire con competenze e un network globale, rafforzando il percorso di consolidamento e innovazione già avviato”.
Il Roma day
Fiori si materializza il 7 dicembre, proprio nel giorno della straordinaria vittoria della Roma. Il Cagliari batte una delle big alla Unipol Domus nel giorno della presentazione dei nuovi soci americani. «Ci tenevamo a portare un gruppo di grandi investitori che rispettassero la tradizione di questo club», aveva detto Fiori, «ci sono due gruppi principali, una arriva dal mondo dei costruttori e uno dal mondo della tecnologia e dello sport. Sono tutti super appassionati di calcio e con un legame diretto o indiretto con la Sardegna, che tanti di loro conoscono da tempo». La trattativa: «È stata un po’ anacronistica e inusuale perché non abbiamo coinvolto nessuna persona esterna alla mia persona e a quella di Tommaso, se non i rispettivi team di lavoro. E su questa sinergia da soci minoritari proseguiremo: siamo qui per supportare il club dentro e fuori dal campo, sul campo vogliamo avere ambizioni interessanti e fuori dal campo vogliamo creare una società che parli a un mondo del calcio moderno e internazionale. Pensiamo di avere grandi competenze soprattutto sul futuro stadio».
Da ieri il Cagliari è ancora più americano.
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