Ciclismo.

Un arcobaleno sull’Isola 

L’iridato U23 Finn mette il Giro della Sardegna nel mirino 

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Svelato il tracciato, il Giro della Sardegna si concentra sui dettagli. Da oggi la squadra organizzativa del Gs Emilia e della Lega Ciclismo Professionistico è nell’Isola per definire la logistica “fine” delle cinque tappe (25 febbraio-1 marzo). Ci sono da collocare arrivi e partenze. Cioè individuare le aree da destinare al parcheggio dei mezzi dei team, scegliere il rettilineo migliore per l’arrivo, stabilire l’esatta posizione delle partenze simboliche, dato che quelle ufficiali (il cosiddetto “chilometro zero”) sono di solito collocate appena fuori dal centro abitato. A Cagliari, per esempio, le ipotesi erano di partire da via Roma o dal Molo Ichnusa (in una sorta di gemellaggio con l’altro grande evento - le regate preliminari della Louis Vuitton Cup - che la Regione presenta questa settimana). I lavori stradali, però, hanno consigliato Piazza dei Centomila, con via! ufficiale dal Poetto.

I protagonisti

Adesso l’attenzione si sposta sulla casella di posta del Gs Emilia, dove arriveranno i “bollettini” di ingaggio dei 25 team con la lista dei 7 corridori titolari e delle eventuali riserve. I rapporti tra le squadre e gli organizzatori (sia la Lega, sia il GS Emilia) sono stati intensi negli scorsi mesi e adesso è il momento delle scelte. Il presidente della società bolognese, il più che navigato organizzatore Adriano Amici (83 anni oggi, auguri!) è pronto a tornare nell’Isola e spera in una partecipazione di qualità, oltre che di quantità (175 corridori, 7 per squadra).

La stella
Il primo nome l’ha svelato il diretto interessato ed è Lorenzo Finn. Genovese, 19 anni appena compiuti, di padre inglese, l’azzurro della Red Bull-Bora-Hansgrohe Rookie (seconda squadra del team World Tour) resterà Under 23 almeno sino al Giro baby ma continuerà a correre qualche gara tra i pro. Una di questa è il Giro della Sardegna: «La squadra me l’ha anticipato», conferma Amici, «anche se manca l’ufficialità. Speriamo sia confermato, perché la presenza del campione del mondo ci fa piacere e sarebbe importante: crea grande interesse sulla corsa, è un nome di richiamo».

Nelle prossime settimane si comporrà il mosaico del gruppo, che comprende formazioni World Tour, Professional (con le 4 italiane) e Continental (con tutte le 8 italiane). «Di squadre importanti ce ne sono anche nelle Professional, vediamo i campioni che tipo di preparazione faranno e se vorranno mettersi in evidenza», chiosa Amici, che il Giro l’ha anche disputato tre volte da corridore, nel 1969, 1970 (quando partì da Roma) e 1971. «Io ero un corridore veloce, ma ero uno da “fondo gruppo”. Aiutavo la squadra nei primo 140-150 km, sono passato professionista che ero già grande», ricorda. Stavolta, invece, dovrà essere in prima fila sino all’ultimo chilometro dell’ultima tappa.

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