Le indagini.

Un agguato senza scampo 

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Un killer audace quanto basta da ignorare le telecamere installate poche settimane fa, e sfrontato al punto da agire esattamente due mesi dopo il primo avvertimento: l’incendio delle auto avvenuto il 18 dicembre. Forse solo un caso che mercoledì, era il 18 febbraio, la violenza si sia ripresentata sotto forma di un agguato mortale nel giorno dedicato alle Ceneri.

Muretto a secco

Tonino Pireddu, 38 anni, operaio incensurato, è stato ucciso due giorni fa a Orani con un colpo di fucile a pallettoni alla schiena. L’agguato si è consumato in via Su Gutturu Vetzu, una stradina laterale rispetto all’ingresso principale dell’abitazione nella centrale Corso Italia, vicolo che conduce all’ingresso posteriore della casa. La fidanzata, parrucchiera di Bonorva, era già rientrata in casa quando lui, dopo una breve sosta in un bar, alle 21.30, ha percorso le scale esterne e ripide del primo piano, è salito sul terrazzino che dà accesso all’appartamento che condivideva con la donna da cinque anni. Chi ha agito lo attendeva, probabilmente nascosto in quella stradina in cemento. Riparato dal buio e dal muro di cinta della casa. Il colpo forse è partito dal basso, quando lui era un bersaglio facile, illuminato da quegli stessi faretti del suo ingresso. Un distanza non superiore ai sei metri. I pallettoni lo hanno colpito alla schiena, altri hanno danneggiato il portoncino dell’abitazione. L’assassino ha sfruttato il buio e il percorso obbligato della vittima sulle scale, assicurandosi che fosse esposto senza vie di fuga, e si è dileguato senza lasciare tracce. Da lì, in cinquanta metri tutti al buio, si è già in aperta campagna.

Prime verifiche

Sono stati i vicini ad allertare i soccorsi e a tentare di tamponare le ferite dell’operaio. L’équipe del 118, giunta da Gavoi, non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. I carabinieri del nucleo operativo, del nucleo investigativo di Nuoro e della compagnia di Ottana hanno subito avviato i rilievi e il pubblico ministero Riccardo Belfiori ha coordinato l’intervento. L’autopsia sarà effettuata oggi dal medico legale Roberto Demontis all’ospedale Brotzu di Cagliari.

Misteri e collegamenti

Il delitto appare pianificato con audacia estrema: l’assassino ha sfidato le telecamere, agendo quasi certamente mascherato, sfruttando la conoscenza della zona. Non è chiaro se l’omicidio sia collegato agli incendi delle auto dello scorso 18 dicembre, quando l’Audi A7 di Pireddu e la Renault Captur della fidanzata erano state date alle fiamme. Quel rogo, che aveva danneggiato anche una Volkswagen di un vicino, potrebbe essere stato un primo avvertimento, un messaggio di chi ha poi deciso di passare all’azione definitiva. Nella casa della vittima diverse armi regolarmente detenute, ma Tonino Pireddu, amante della caccia e del tiro al volo, non risultava coinvolto in attività criminali. Una persona come tante. Gli investigatori stanno analizzando telecamere di sorveglianza e cercando elementi. Si guarda al presente recente, ma anche al passato e all’attività che i Pireddu svolgevano nella differenziata con la famiglia alla ricerca di un possibile movente dell’agguato.

L’impatto sul paese

La comunità ricorda Pireddu come una persona tranquilla e riservata. Rinviati non solo i festeggiamenti di Carnevale ma anche la gara di atletica Fidal di domenica.

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