Kiev. Un amministratore delegato alla guida del governo: come ampiamente anticipato dai media, Sergiy Koretskyi è stato nominato nuovo premier in Ucraina, parte del rimpasto voluto da Volodymyr Zelensky che ha provocato un terremoto politico nel Paese. Non tanto per la scelta di sostituire il primo ministro Yulia Svyrydenko - dopo un anno di mandato - quanto per quella di silurare il giovane e popolare ministro della Difesa, Mykhaylo Fedorov. Le sue dimissioni hanno spinto gli ucraini a proteste di piazza nelle città del Paese, compresa Kiev, nonostante l’ennesima notte di attacchi con due morti e feriti. Mentre il dimissionario titolare della Difesa ha spiegato di essere stato sacrificato per gli attriti con il comandante delle forze armate Oleksandr Syrsky che a suo dire, «invece di escogitare un modo per sconfiggere la Russia, stava dividendo il Paese». Zelensky ha nominato un ministro ad interim, Yevgeny Khmara, funzionario dei servizi segreti. Fedorov, nominato sei mesi fa, 35 anni, si era guadagnato la reputazione di rottamatore e modernizzatore. Un approccio che lo ha portato a scontrarsi con i vertici dell’esercito, in primis il generale Syrsky.
Intanto si apre un altro fronte in Italia sulle sanzioni a Mosca. Secondo il vicepremier Matteo Salvini non hanno portato alla fine del conflitto, che potrà risolversi solo al tavolo negoziale. Lo ha detto agli imprenditori italiani ancora presenti in Russia, intervenendo in video all’assemblea della loro associazione, Gim Unimpresa, riunita a Mosca. «Mi auguro - ha sintetizzato - che non ci siano altri 20 pacchetti di sanzioni prima di arrivare alla fine di questa guerra, che non si concluderà con un vincitore evidente».
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