Inviato
Quartu e Sinnai. Restringimenti di carreggiata, circolazione a senso unico alternato in diversi tratti, semafori, code, rallentamenti e tempi di percorrenza allungati. Chi ieri, da Cagliari, si è concesso una domenica di mare nelle spiagge del lato est del Golfo degli Angeli, dal litorale quartese a quello di Villasimius, non ha potuto non dedicare un pensiero di gratitudine ai cantieri per il Tyrrhenian Link, attivi sulle Provinciali 17 e 15. La prima, che nello stradario di Quartu prende il nome di via Leonardo da Vinci, è la litoranea che collega l’area metropolitana di Cagliari vuole raggiungere le spiagge di Geremeas, Torre delle Stelle e Villasimius, la seconda collega la località di Sant’Andrea a Maracalagonis, Sinnai e Settimo San Pietro costeggiando il Simbirizzi.
Sulla litoranea
Il primo cantiere sulla litoranea lo si incontra a Capitana poco dopo aver superato il rio Su Pau: i segnali stradali a bordo carreggiata indicano un restringimento, che arriva dopo poche centinaia di metri. Accanto alla recinzione che protegge lo scavo sulla destra è parcheggiata un’auto della Italpol: a bordo c’è un vigilante. Dentro il recinto, mezzi di lavoro in pausa domenicale.
Poco più avanti, più o meno all’altezza dell’incrocio con via Lago di Varese, il traffico rallenta. Si procede a passo d’uomo e c’è tutto il tempo di pensare all’opera in corso di realizzazione: il grande (e discusso) elettrodotto sottomarino in corrente continua ad alta tensione con cui Terna sta collegando Sardegna, Sicilia e la Campania. Nato con l’obiettivo di aumentare sicurezza e affidabilità della rete elettrica nazionale favorendo l’integrazione delle energie rinnovabili e interconnettendo le diverse aree del Paese, il Tyrrhenian Link è stato duramente criticato: c’è chi vi vede una sorta di pre-condizione per trasformare la nostra isola in una piattaforma di produzione e transito di energia eolica e solare destinata ad altre regioni.
Il primo cavo sottomarino del ramo Ovest, tra Sardegna e Sicilia, è già stato posato, stabilendo il record mondiale di profondità: 2.150 metri sotto il livello del mare. Da alcuni mesi sono stati avviati i cantieri per la posa dei cavi interrati sulle strade della costa di Quartu: sono previsti circa 30 chilometri di scavi complessivi da attuare per lotti successivi. Sui cartelli informativi affissi alle recinzioni dei singoli cantieri sono indicati i giorni di lavoro previsti per l’intera opera: 1.095. Praticamente tre anni. Ciascun cantiere stradale specifico dovrebbe in realtà durare poche settimane: Terna ha annunciato l’intenzione di muoversi progressivamente per limitare i blocchi alla viabilità. Tuttavia, sulla durata complessiva dei disagi sulle strade coinvolte è lecito non nutrire troppe illusioni. Un’ordinanza provinciale dispone che a partire da oggi venga sospeso qualunque tipo di intervento lungo la litoranea per salvaguardare l’estate: lo stop porterà anche a rimuovere le recinzioni?
All’altezza dello svincolo per il condominio Stella di Mare 1 e via dei Papaveri, un’altra recinzione a bordo strada: dentro, un grosso macchinario. È il preludio del primo vero ostacolo alla circolazione: il tratto in cui, poco dopo l’incrocio con via Liri, ci si imbatte nel primo semaforo automatizzato. Il verde dura trenta secondi, il rosso poco più di due minuti: uno scostamento che serve a scongiurare che i due flussi di traffico si incontrino nel tratto a corsia unica. Inevitabili le attese sotto il sole. Anche qui c’è una guardia giurata della Italpol, indispettita dalla presenza del cronista che scatta foto e gira video dell’area accantierata.
Superato l’imbuto, ci si addentra nella zona calda: quella tra la Marina di Capitana e Terra Mala, passando accanto alla spiaggia di Is Mortorius e al Nuraghe Diana. Qui, dove già normalmente, nella stagione balneare, si viaggia tra due file di auto parche ggiate nelle cunette, i restringimenti e i semafori incidono con più forza sulla velocità di crociera: ci si deve armare di pazienza. Dai finestrini delle auto incolonnate arrivano i suoni delle canzoni dell’estate. All’interno dei recinti dei cantieri, ruspe e rulli compressori pronti a entrare in azione. Quando scatta il verde, le prime a passare sono le moto, poi via via gli altri veicoli: auto, biciclette, gli autobus del Ctm. Gli spazi sono ristretti e bisogna prestare massima attenzione ai pedoni. Questo, per chi quest’estate dovrà muoversi da e per Cagliari, sarà il luogo di massima sofferenza.
Verso l’interno
Superato l’ultimo cantiere sulla litoranea, torniamo indietro fino a Sant’Andrea per imboccare la Sp 15 che costeggiando il Simbirizzi porta a Maracalagonis. Il primo cantiere si manifesta poco dopo essersi lasciati alle spalle il bacino artificiale e l’incrocio con la Nuova 125: un semaforo in mezzo al nulla regola i flussi di veicoli che, anche qui, marciano a senso alternato. Poco più avanti, le prime case di Maracalagonis: la strada prende il nome di via Circonvallazione. In vari tratti la circolazione a senso unico alternato è regolamentata dai movieri, uomini in pettorina gialla che, sotto il sole, danno indicazioni agli automobilisti mostrando una paletta verde su un lato e rossa sull’altro e comunicano l’uno con l’altro tramite walkie-talkie.
Oltre Maracalagonis i lavori proseguono sulla circonvallazione di Sinnai, dove i tratti a senso unico alternato sono diversi e i movieri si proteggono dal sole grazie a ombrelloni: qui, spiegano, nelle settimane passate si sono vissuti forti disagi soprattutto fra le 8 e le 9 del mattino, l’ora in cui gli studenti viaggiano per raggiungere le scuole. In questa domenica mattina di quasi estate, invece, il traffico è modesto: «Qui ho chiuso, Casti, l’ultima macchina è una Cinquecento grigia». E Casti sa che, passata la Cinquecento grigia, può mostrare la paletta verde alle auto in fila davanti alla sua postazione. Sarà una lunga estate.
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