La situazione.

Tute bianche e maschere antigas: ansia in centro 

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«Quando abbiamo visto la polizia e i vigili del fuoco abbiamo pensato che dovessero sfondare una porta per qualche intervento, ma poi sono comparse delle persone con tute bianche integrali, con tanto di cappuccio e maschere antigas. A quel punto si è diffusa la voce che potesse essere un virus, ma mai avremmo pensato che si potesse ipotizzare l’Ebola». Stefania Collu, commessa in via Manno, ha assistito con il fiato sospeso all’intero soccorso del paziente che si teme abbia contratto il virus dell’Ebola in Congo. Ieri pomeriggio, quando la strada era bloccata dai mezzi dei Nuclei di intervento speciale, in tanti hanno osservato l’intervento d’emergenza, tenuti a distanza dagli agenti della Polizia Locale.

Qualche negozio che si trovava vicino alla casa dove vive l’uomo ricoverato è stato chiuso, così da consentire il soccorso d’urgenza del paziente. Ma verso le 17 tutte le attività avevano riaperto e in strada c’erano solo alcune pattuglie dei vigili. «Speriamo stia bene e che non si tratti di quel virus», sospira una giovane che lavora in un negozio di articoli da regalo. Preoccupata? Prima bisogna capire se ha contratto veramente la malattia. Però, certo, un po’ di ansia viene a tutti. È normale». Girando per via Manno in serata non si parlava d’altro e, nel giro di poche ore, la notizia del caso sospetto si è diffusa in tutto il capoluogo. «Non conosciamo chi sia stato ricoverato», commenta un uomo che vive vicino alla casa dell’intervento sanitario, «vivono tante persone in questa zona». (fr.pi.)

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