Quasi quaranta ore di lavoro a testa in tre giorni, ecco come i due specialisti del Pronto soccorso di Tempio riescono a mantenere in piedi il reparto. Non basta, una dottoressa garantisce anche la copertura di turni a Olbia. Il servizio dell’emergenza-urgenza del Paolo Dettori di Tempio è finito nella bufera lunedì notte, quando l’Asl di Olbia ha inizialmente comunicato la chiusura del reparto per indisponibilità di medici e poi, nel giro di qualche ora, revocato il provvedimento.
Ieri sono emersi altri dettagli sulla vicenda, la riapertura è stata possibile perché lo specialista Nicola Tondini si è sobbarcato un ulteriore turno di servizio, dopo avere lavorato nel fine settimana. In pratica, i medici del Pronto soccorso di Tempio in tre giorni accumulano il monte ore di una settimana. A questa situazione (non si sa bene per quanto sostenibile) va aggiunto che il 118 non dispone di un medico per l’ambulanza nelle ore notturne. Il Pronto soccorso del Paolo Dettori (con un bacino di utenza che va da Santa Teresa Gallura ad alcuni centri dell’Anglona) è sotto organico anche per il personale infermieristico, 9 unità effettivamente in servizio coprono i turni e si occupano dei trasferimenti,
«Bisogna scegliere»
La segretaria territoriale della Cgil Fp, Jessica Cardia fa il quadro della situazione: «Il Pronto soccorso di Tempio richiede un’assunzione di responsabilità, o si procede con i provvedimenti necessari, selezione e inserimento di personale, oppure si devono trarre le conseguenze. Il Pronto soccorso è aperto o chiuso. E se è operativo il discorso dell’accesso dei soli “codici minori” non è accettabile. Se un paziente arriva sulle sue gambe e c’è una grave patologia in corso cosa facciamo, lo mandiamo via? Se il Pronto soccorso è aperto ci devono essere medici, infermieri, il reparto di Radiologia e il laboratorio analisi operativi H24. Le mezze misure, gli accessi limitati non sono scelte accettabili. E allora che si intervenga subito sbloccando le selezioni del personale e risolvendo problemi come quello della Radiologia di Tempio. Ci sono otto specialisti in servizio, con solo tre tecnici disponibili. Ecco perché servizi e reparti funzionano a singhiozzo».
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