San Vito.

Turisti in tour tra gli antichi portali del centro 

L’assessora Congia: non solo mare, il Sarrabus ha anche una lunga storia da mostrare 

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Hanno ben più di un secolo e sono una caratteristica del paese di San Vito. Sono i portoni in legno con l’arco in granito delle antiche abitazioni – quelle che un tempo appartenevano soprattutto alle famiglie benestanti – e sono sparsi lungo il centro storico, tra il vecchio municipio e la parrocchiale.

Il censimento

Portali che sono stati censiti e inseriti in un percorso suggestivo. «L’idea – spiega la vicesindaca Graziella Congiu, promotrice dell’iniziativa – è proprio quella di far conoscere ai turisti uno dei tratti salienti della storia di San Vito, e cioè gli antichi portoni in pietra e legno che per centinaia di anni hanno rappresentato non solo l’ingresso della case ma anche l’importanza della famiglie cui appartenevano».

Trenta – per il momento – quelli censiti dall’amministrazione comunale e inseriti in una mappa che, a partire dai prossimi giorni, sarà a disposizione di cittadini e turisti: «Sarà possibile – aggiunge Congiu – trovarle ovunque, dai piccoli negozi alle strutture ricettive. E poi, non appena riaprirà il museo dell’Argento, saranno distribuite presso l’infopoint».

In centro

Il turista che ha scelto il Sarrabus per le vacanze, cartina alla mano, potrà addentrarsi nel centro storico alla ricerca, appunto, dei portoni: «Una scoperta lenta del nostro patrimonio – dice ancora Congiu – con una semplice passeggiata si potranno osservare dettagli architettonici che spesso sfuggono a uno sguardo veloce ma che raccontano molto del lavoro degli artigiani e della vita della comunità di un tempo».

Gli scorci

C’è, fra l’altro, la possibilità di trovare qualche portone aperto e, magari, vedere anche il cortile tipico delle case campidanesi. «C’è ancora l’usanza di lasciarli aperti – prosegue la vicesindaca - se si è curiosi e se ovviamente i proprietari sono disponibili il turista ha l’opportunità di immergersi completamente nella storia del paese». Qualche portone ha già la targhetta con il numero, altri ancora no: si provvederà nei prossimi mesi.

Cultura e turismo

Nella cartina, assieme all’itinerario, ci sono anche le foto dei trenta portoni: «Un ulteriore strumento di valorizzazione culturale – sottolinea il sindaco Marco Antonio Siddi – del centro storico che si integra col percorso degli antichi pozzi».

Il progetto del recupero degli antichi pozzi pubblici è partito alcuni anni fa e a breve sarà completato. Un doppio percorso, insomma, che potrebbe contribuire ad attrarre nuovi visitatori in uno dei centri storici più affascinanti dell’intero Sarrabus. Non solo mare, anche storia.

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