L'ultimo, in ordine di tempo, è stato il gruppo Marriott International che, due giorni fa, ha lanciato il recruiting day per la stagione estiva alle porte. Si selezionano addetti al food and beverage, all'ospitalità e all'accoglienza, in cucina, giardinieri e manutentori da inserire nelle strutture che l'azienda americana gestisce in Costa Smeralda, gli alberghi Cala di Volpe, Pevero golf club e Cervo hotel. Dall'hotellerie di lusso ai bar e ristoranti sparsi nelle coste galluresi, fino ai locali dell’aeroporto, per l’estate 2026 si cercano talenti: bandita la manovalanza, è caccia alle figure professionali specializzate (con conoscenza, almeno buona, delle lingue straniere).
In tutta l’Isola
Non mancano disoccupati in cerca di lavoro stagionale, sostiene il segretario provinciale Cisl Gallura, Bruno Brandano, ma «soprattutto le grandi catene alberghiere non trovano personale qualificato e all'altezza dell'eccellenza che offrono: è difficile reperire risorse adeguatamente formate, infatti molti lavoratori arrivano anche dalla provincia di Oristano e da Cagliari». Il Twiga Porto Cervo, ex Billionaire, per esempio, recluta a Cagliari, con un career day il 31 marzo, figure professionali della ristorazione da assumere per il locale cool delle notti smeraldine.
Se l'offerta è rivolta a candidati qualificati, la domanda chiede qualità dell'occupazione. E, racconta il segretario della CGIL Gallura, Danilo Deiana, l’aspirante lavoratore risponde “Che orari devo fare?”. A fronte di part time solo sulla carta, orari irregolari, turni spezzati, straordinari e festivi spesso non retribuiti, dice Deiana, «la domanda dei candidati è una richiesta di trasparenza e se le risposte sono vaghe, il lavoratore sceglie di non andare più in là del colloquio».
Oltre alla reputazione del settore che lo rende poco attrattivo, sulla rinuncia pesa anche l’esperienza: «Tanti lavoratori arrivano da situazioni di grave precarietà e per tutelarsi vogliono certezze fin dall'inizio: conoscere gli orari di lavoro serve a capire se l'azienda è affidabile e se c'è organizzazione», aggiunge Danilo Deiana.
Il problema casa
Poi, sulla reperibilità del personale grava (e si aggrava), ormai da qualche stagione, la carenza di alloggi per i fuori sede: «Non tanto per i dipendenti delle strutture ricettive quanto per quelli impiegati nella ristorazione e nelle aziende di servizi, l'impossibilità di trovare una casa in affitto è un ostacolo alla ricerca di lavoro: se prima la criticità era confinata a Olbia, adesso investe anche i paesi galluresi, che sono quasi saturi», conclude Brandano.
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