Due anni e mezzo di legislatura e «nessuno dei problemi richiamati dal Campo largo in campagna elettorale è stato risolto», «non c’è una riforma di sistema che sia stata fatta». Paolo Truzzu, capogruppo di FdI in Consiglio regionale, non è governatore per una manciata di voti. Dopo quella sconfitta elettorale, dice, «era normale per il centrodestra sardo affrontare una traversata nel deserto». Ora la coalizione ha bisogno di un leader: «Emergerà in modo naturale, prima però bisogna individuare tre, quattro temi su cui costruire la base programmatica della prossima legislatura e da condividere con i portatori di interesse, le associazioni di categoria, con coloro che costituiscono l'ossatura della società civile».
Il centrosinistra governerà per altri due anni e mezzo. Sinora com’è andata?
«Le leggi più importanti, quelle sulle rinnovabili e la sanità, sono state impugnate dal Governo e cassate dalla Corte Costituzionale. E sono all’origine delle difficoltà che oggi ci sono sulla gestione delle transizione energetica e della sanità».
Pensa che con un assessore alla Sanità a tempo pieno cambierebbero le cose?
«La sanità avrebbe richiesto sin dall'inizio un assessore e una squadra autorevoli, invece in questi due anni e mezzo abbiamo visto un assessore anche simpatico ma decisamente inadeguato. E ora una presidente che non fa l'assessore perché abbiamo l'assessore de facto che è il capo di gabinetto Stefano Ferreli: una brava persona, sicuramente preparata, ma che non può essere un punto di riferimento per il mondo sanitario, perché nove volte su dieci non sa di che cosa sta parlando».
Perché secondo lei Alessandra Todde conserva l’interim?
«Credo non sia in grado di individuare nessuno che possa svolgere questo ruolo, poi conta anche la superficialità che ha talvolta il M5S nel trattare le questioni e gli argomenti».
Si continua a lavorare con dg delle Asl forse a breve scadenza.
«Questo è l'altro problema. Le scelte che ha fatto la presidente nel corso di questa legislatura hanno creato ulteriore incertezza. I dg hanno difficoltà a prendere decisioni complicate perché non sanno se il loro incarico proseguirà».
Qualcosa su cui la maggioranza ha preso la direzione giusta ci sarà pure: approvare il bilancio prima del 31 dicembre, una variazione con una quantità di risorse spendibili mai vista prima.
«La maggioranza sta cercando di riportare il ciclo di bilancio nei termini corretti, questo si vede e il principio è giusto, ma è ordinaria amministrazione. La quota di risorse che continua a rimanere non spesa e andrà in avanzo resta elevata. Quanto alla variazione, è mancato il coraggio di scegliere delle priorità».
Lei cosa avrebbe fatto?
«Avrei scelto di utilizzare al meglio la leva fiscale, creando un sistema di detassazione e di riduzione delle tasse per famiglie e imprese, in questo modo i soldi resterebbero nelle tasche delle imprese e dei cittadini per tornare poi nel circuito economico».
Nella Finanziaria 2027 ci saranno ancora i trenta milioni di euro per gli aeroporti. La Giunta vuole davvero la fusione?
«È cambiato il quadro, se la Regione volesse fare qualcosa di positivo per il sistema potrebbe utilizzare quei trenta milioni per entrare dentro la società dell'aeroporto di Cagliari e assicurare un reale ruolo pubblico nella gestione degli scali. Penso che oggi sia questa una strada percorribile a tutela dell'interesse pubblico».
Detenuti in regime di 41 bis, il Governo ha sbagliato?
«Il Governo ha applicato una norma che c'è dal 2009, che tutti i governi di centrosinistra se avessero voluto avrebbero potuto cambiare. Questo Governo ha avuto la forza di applicare una norma che era stata prevista per combattere la mafia».
Todde non la pensa così.
«La presidente della Regione è un’ipocrita e fa propaganda cercando di sfruttare ogni occasione per attaccare il Governo perché ha necessità di nascondere la sua inadeguatezza. E il Campo largo non è una coalizione, ma solo un cartello elettorale creato per vincere le elezioni, ma Pd e M5S sono come l'acqua e l'olio, le mischi ma non si mischiano».
La legge statutaria è un proposta che vi unisce.
«Alcune cose miglioreranno, sarà previsto un riequilibrio dei poteri. Però non aspettiamoci una trasformazione radicale. A mio parere, ciò su cui si deve intervenire è l'organizzazione della Regione. Oggi è troppo rigida, pensata per un mondo che non c'è più: chiunque vada a governare deve avere la possibilità di riorganizzare le deleghe come crede».
La legge di riorganizzazione è stata approvata con Solinas nella scorsa legislatura.
«Non era una legge di riorganizzazione e revisione complessiva».
La regione è una macchina gigantesca, è così sbagliato prevedere un numero alto di consulenti?
«Sono persone preparate, che aiutano la macchina organizzativa. Mi turba che chi allora gridava al poltronificio oggi ne faccia un abuso e, anzi, ci voglia dire che i consulenti vengono utilizzati per raggiungere i risultati del Pnrr».
Quando si urlava al poltronificio la presidente non c’era. Comunque si può cambiare idea.
«Certo, ma sarebbe legittimo cambiarla prima di una campagna elettorale».
Sarà candidato alle politiche?
«Mi farebbe piacere fare l'esperienza della campagna elettorale per le politiche, ma non spetta a me decidere».
Il centrodestra è alla ricerca di un leader, come si trova?
«Ci sono tante energie giovani all'interno del centrodestra, bisogna avere un po' di coraggio, fare scelte innovative. Osare. Per creare un'alternativa a un cartello elettorale che starà assieme anche alle prossime elezioni con il solo obiettivo di batterci».
Manifestazioni e violenza, come legge i fatti di questi giorni?
«Quella che ho visto in queste manifestazioni è delinquenza, non sono riuscito a capire quale sia il messaggio politico. Anzi mi sembra che non ci sia un messaggio politico».
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