La guerra

Trump: «Incontrerò Khamenei» Ma sul Kuwait piovono missili 

Fermato un palestinese iscritto a Tor Vergata: «È un terrorista» Netanyahu attacca i leader occidentali in tv: «Non hanno fegato» 

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Washington. Una raffica di missili e droni contro il Kuwait, l’attacco più violento dal cessate il fuoco iniziato ad aprile, che ha dimostrato come l’Iran abbia ancora la capacità di infliggere danni ai suoi vicini e non solo. É stata una notte di fuoco nel Golfo Persico, con un bilancio provvisorio di un civile ucciso e oltre 60 persone ferite all’aeroporto internazionale di Kuwait City. Dall’altra parte gli Stati Uniti hanno rivendicato di aver abbattuto diversi missili e droni iraniani, e condotto raid difensivi sull’isola di Qaeshm. Il tutto mentre Donald Trump, in un’intervista al New York Post, ha auspicato un incontro con l’ayatollah, Mojtaba Khamenei, sostenendo che il leader sia coinvolto nei negoziati di pace e assicurando che Teheran ha accettato di rinunciare all’arma nucleare. La tensione nell’area si è alzata da giorni: sebbene tutti continuino a dichiarare che il cessate il fuoco rimane in vigore, nelle ultime ore i venti di guerra hanno ripreso a soffiare.

I raid

Le forze armate Usa hanno definito le proprie azioni atti di autodifesa, mentre Teheran ha dichiarato di agire per rappresaglia contro i raid americani. Il Comando centrale statunitense ha reso noto che mercoledì l’Iran ha lanciato missili e droni anche contro il Bahrein, oltre che contro equipaggi civili nelle acque limitrofe. I pasdaran, dal canto loro, hanno dichiarato di aver preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta americana nel paese del Golfo e una nave Usa, identificata come la “Panaya”. Ma l’attacco più pesante della notte si è abbattuto sul terminal 1 dell’aeroporto Internazionale del Kuwait.

L’incontro

Nel frattempo, The Donald ha detto che gli piacerebbe incontrare la Guida Suprema e che ciò «probabilmente accadrà». In un’intervista, il presidente americano ha, inoltre, assicurato che Teheran «ha già concordato che non si doterà di un’arma nucleare». Più cauto il suo segretario di stato, Marco Rubio, che in audizione a Capitol Hill si è limitato a sottolineare che l’Iran è disposto a discutere alcuni aspetti del programma nucleare che fino ad un anno fa erano off limits. Quanto al coinvolgimento di Khamenei nei colloqui Trump ha affermato: «È coinvolto, assolutamente... Credo che nutrano un grande rispetto per lui». Il tycoon ha anche rivendicato che la guerra è stata «un grande successo». «Vedremo cosa succederà. Stiamo lavorando a un accordo, e se andrà in porto, bene. Se non dovesse andare in porto, va bene lo stesso. Faremo a modo nostro», ha avvertito senza entrare nel dettaglio. Il presunto attivismo dell’ayatollah nei negoziati è stato ribadito anche da Rubio, che poi ha sottolineato che le operazioni militari in Iran sono finite e i raid americani sono «di natura puramente difensiva» e volte a proteggere le navi mercantili civili che tentano di attraversare lo stretto di Hormuz. Un’affermazione subito contestata dal ministro degli Esteri della Repubblica islamica.

Israele

Intanto Benjamin Netanyahu, come fa usualmente quando deve togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ha rilasciato un’intervista alla corrispondente della statunitense Cnbc a Gerusalemme. Il primo ministro ha attaccato duramente i leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, per le critiche alle operazioni militari israeliane. «Il modo in cui i leader dell’Europa assecondano le minoranze islamiche radicali presenti nei loro Paesi è vergognoso. Sanno che noi stiamo proteggendo anche loro, ma non hanno il fegato di schierarsi dalla parte giusta, di sostenere ciò che salverà la nostra civiltà da questi barbari», ha detto.

L’arresto

Intanto al Valico di Kerem Shalom è stato arrestato lo studente Mahmoud Al Najjar: era nella lista dei giovani palestinesi ammessi a percorsi di studio in Italia, martedì stava per lasciare Gaza con un gruppo di altri 17 giovani diretti a Roma ma è stato fermato dall’Idf con l’accusa di essere un operativo della brigata nord di Hamas e di aver preso parte al massacro del 7 ottobre 2023. A rivelarlo su X la nuova portavoce dell’esercito israeliano, Ariella Mazor, in risposta ad un post del sito di notizie della Striscia Drop Site. Drop Site riferisce pure che «Mahmoud ha pubblicato tre articoli di ricerca accademica» e che dopo l’arresto «è stato portato in un luogo sconosciuto e la sua famiglia non ha ricevuto alcuna informazione». Secondo il giornalista Muthanna al-Najjar «è l’unico sopravvissuto della sua famiglia», che sarebbe stata uccisa in un raid israeliano.

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