il conflitto

Trump esulta e sferza: «Europa irrilevante» 

Attacco anche al G7 alla vigilia del vertice  Tajani ribatte: non era una guerra nostra 

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Donald Trump canta già vittoria per quello che considera uno storico accordo. Ottenuto con le sue sole forze - sottolinea - senza l'aiuto dell'Europa e del G7. Per lui l'intesa con l'Iran ormai è fatta, manca solo la firma: un risultato che alla vigilia del vertice dei sette grandi a Evian lo porta ad attaccare nuovamente gli alleati, a cui non perdona di averlo scaricato nel braccio di ferro con Teheran.

Li definisce «irrilevanti», anche se apre a un possibile loro ruolo in futuro. «Possono essere molto d'aiuto», ha detto ieri in un'intervista al Corriere della Sera. Intanto il presidente statunitense non ha ancora confermato la sua presenza al G7 presieduto da Emmanuel Macron, in programma dal 15 al 17 giugno. E, secondo alcune voci, non è escluso che decida di partecipare alla riunione solo se avrà in tasca la firma dell'accordo con Teheran. Solo così potrebbe esaudire il desiderio di presentarsi agli altri leader da vittorioso, dopo mesi in cui accusa gli alleati di essere dei veri e propri «traditori».

Crosetto in missione

Quello di un nuovo strappo di Trump in seno al G7 resta il timore maggiore in vista del vertice. A respingere con forza le nuove critiche del presidente americano è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Trump dice che l'Europa è stata irrilevante e che gli Stati Uniti hanno vinto la guerra da soli? Non era una guerra a cui abbiamo partecipato e non dovevamo partecipare. Noi facciamo la nostra parte», ha affermato a poche ore dalla visita del ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Washington, dove lunedì incontrerà il capo del Pentagono, Pete Hegseth. L'incontro cade mentre gli Stati Uniti vogliono ridurre la loro presenza in Europa nell'ambito della Nato. La Casa Bianca ha già annunciato un taglio di 5.000 soldati in Germania e Trump, nelle settimane scorse, non ha escluso che decisioni simili potrebbero riguardare altri Paesi, come la Spagna e l'Italia. E secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, gli Stati Uniti stanno pianificando un drastico taglio del numero di caccia e di navi militari a disposizione delle operazioni della Nato nel Vecchio Continente.

In attesa di sciogliere le riserve sulla sua partecipazione al G7 francese, Trump nel fortino della Casa Bianca si prepara così a brindare all'intesa che potrebbe essere firmata a Ginevra già domani, nel giorno del suo 80mo compleanno. Per lui si tratterebbe di un regalo senza precedenti, una ciliegina sulla torta da aggiungere al tanto voluto incontro di arti marziali miste della Ufc in programma proprio il 14 giugno alla Casa Bianca. Un appuntamento al quale il commander-in-chief non intende rinunciare a nessun costo. Tanto che, se la firma del memorandum dovesse essere proprio domenica, a presenziare per gli Stati Uniti dovrebbe essere il vicepresidente JD Vance, il “pacifista” dell'amministrazione, contrario alle guerre americane oltreoceano.

Rubio ai Mondiali

Per non perdere il match dell'Ufc, Trump rinuncia anche alle tradizioni e salta la prima partita dei Mondiali degli Stati Uniti: a Los Angeles invia infatti il segretario di Stato, Marco Rubio, seduto in tribuna, non lontano dal governatore della California, Gavin Newsom, suo possibile avversario alle presidenziali del 2028. Il presidente mantiene così l'agenda libera da impegni per concentrarsi sugli ospiti che alla Casa Bianca assisteranno all'evento per i suoi 80 anni, pronto a partire poco dopo in direzione di Evian per il G7 qualora lo ritenesse opportuno.

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