Il caso

Trump contro le Dop, Pecorino romano nel mirino 

La linea americana: identificare le tipologie di prodotti cancellando l’origine protetta 

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Non bastavano i dazi. Adesso Donald Trump mette le mani anche sui nomi dei formaggi, aprendo un nuovo fronte nella guerra commerciale con l'Europa. Asiago, Gorgonzola, Fontina, Parmesan, Provolone. E soprattutto Pecorino e Romano, due parole che per la Sardegna valgono molto più di un'etichetta. L'obiettivo della Casa Bianca - come riporta un servizio del Corriere della Sera - è consentire ai produttori americani di utilizzarle liberamente sui mercati internazionali, considerandole denominazioni generiche anziché riferimenti a specifiche tradizioni territoriali.

L'offensiva americana

La strategia è già entrata negli accordi commerciali. Quello sottoscritto a febbraio con l'Argentina prevede che Buenos Aires non ostacoli l'ingresso dei formaggi statunitensi soltanto perché utilizzano nomi compresi in un lungo elenco di specialità europee. Una linea sostenuta dall'industria casearia americana e rilanciata anche nelle iniziative legislative del Congresso. Per Washington quei nomi identificano tipologie di prodotti; per Bruxelles rappresentano invece un patrimonio economico e culturale da proteggere.

La Sardegna esposta

Il caso più delicato per l'Isola è quello del Pecorino Romano Dop. Nonostante il nome, il 92 per cento della produzione arriva dalla Sardegna. Nell'ultima campagna sono stati prodotti complessivamente 39mila tonnellate, con quasi novemila allevatori e 47 caseifici coinvolti nella filiera. Gli Stati Uniti sono il primo mercato estero: nel 2025 hanno acquistato 13,1mila tonnellate . Una dipendenza commerciale che rende vulnerabile l'economia pastorale sarda.

Meno garanzie

Il rischio non è la cancellazione immediata della Dop europea, che rimane protetta, ma l'indebolimento delle garanzie sui mercati internazionali. Se un formaggio americano può utilizzare denominazioni analoghe, diventa più difficile difendere l'identità e il valore commerciale della produzione autentica. Una concorrenza che potrebbe incidere sui prezzi e, a cascata, sulla remunerazione del latte ovino.

La partita europea

La controversia investe anche gli accordi tra Unione europea e Mercosur, costruiti sulla tutela delle indicazioni geografiche. L'intesa separata tra Washington e Buenos Aires apre un potenziale conflitto tra regole commerciali.

Per la Sardegna la posta in gioco va ben oltre il nome stampato sulle confezioni. Significa difendere allevamenti, caseifici, occupazione e un'economia che ha costruito negli anni la propria forza sui mercati mondiali. Dopo i dazi, Trump apre un'altra battaglia. Stavolta non sul prezzo del Pecorino Romano, ma sul diritto di chiamarlo con il suo nome.

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