Compariranno il 16 luglio davanti al giudice Valentina Rostellato i presunti responsabili della truffa ai danni della famiglia della presidente della Regione Alessandra Todde. Si tratta di Antonio Cioffi e Gennaro Panico (in carcere in Francia), entrambi di Napoli imputati per il raggiro del falso carabiniere, messo a segno a luglio di due anni fa a Nuoro.
Secondo l’accusa, i due avrebbero architettato una truffa ai danni di Liliana Gandolfi, zia della presidente, riuscendo a farsi consegnare soldi e numerosi gioielli di famiglia, tra cui monili appartenenti alla madre della Todde. Il raggiro sarebbe stato realizzato con un copione noto: Cioffi, fingendosi un carabiniere, avrebbe contattato telefonicamente la donna riferendo di un grave incidente stradale in cui sarebbe rimasta coinvolta la sorella Francesca Gandolfi, prospettando la possibilità di evitare conseguenze penali solo tramite il pagamento immediato di un risarcimento. Spaventata dall’emergenza, la vittima avrebbe quindi consegnato denaro e preziosi a Panico arrivato a casa sua, mentre Cioffi lo attendeva vicino con l’auto.
Per loro l’accusa è truffa aggravata, un fenomeno dilagante nei confronti degli anziani.
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