Città Metropolitana.

Truffa del cartellino: il fatto non sussiste 

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«Il fatto non sussiste». Così la Corte d’appello di Cagliari ha ribaltato la sentenza di primo grado e assolto, con formula piena, quattro dipendenti della Città Metropolitana accusati di assenteismo e di aver falsificato le timbrature. Cadono così le accuse nei confronti Giampietro Argiolas, Giorgio Fadda, Simonetta Garbati e Marcello Marongiu. Accolti i ricorsi degli avvocati difensori Desolina Farris ed Egidio Ricciardi.

La Corte presieduta dal giudice Giovanni Lavena ha dunque riformato la sentenza con la quale, il 24 ottobre 2024, il Tribunale aveva sì assolto i quattro imputati, ma solo perché il fatto era stato ritenuto di particolare tenuità. In altre parole, pur colpevoli – secondi il giudice di primo grado – i quattro dipendenti non sarebbero stati punibili perché la contestazione sarebbe stata di poco conto. Erano sospettati di aver violato i doveri ed essersi allontanati dal posto di lavoro senza timbrare l’uscita. Le cifre contestate, però, erano molto basse: da qui la decisione del giudice del Tribunale di far cadere le contestazioni con la formula del fatto di lieve entità.

Dopo la sentenza, dunque, l’avvocato Farris (Argiolas, Fadda e Marongiu) e il collega Ricciardi (Garbati) hanno presentato appello, ritenendo le indagini non idonee a dimostrare che le brevissime uscite dei quattro imputato abbiano determinato una pur minima lesione all'apparato organizzativo e al servizio della Città Metropolitana. Da qui l’assoluzione piena.

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