La storia.

Trovato il cellulare di Emanuele, l’ansia della famiglia 

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GENOVA. È un tempo sospeso, quello che sta tra il cordoglio pubblicato ieri dalla Federazione italiana golf, che ha dato per morto a Crans-Montana il giovane Emanuele Galeppini, e la conferma che potrà arrivare solo dalla comparazione del dna. Non c'è infatti la certezza che Emanuele sia la prima vittima italiana della strage: ma lo spazio per la speranza si restringe ogni momento che passa.

È lo zio Sebastiano Galeppini che ieri ha chiesto di aspettare: «Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna», ha scritto sui social. Nato a Genova (tra pochi giorni sarà il suo 17esimo compleanno), sin da piccolo residente a Dubai con i genitori e il fratello minore, era uno dei giovanissimi che partecipavano alla festa nel locale Le Constellation. Giovedì è stato trovato il suo cellulare. Il ragazzo, grande tifoso del Genoa, aveva sempre voluto mantenere i contatti con l'Italia. Negli Emirati i genitori Edoardo, imprenditore nel settore della nautica, e Beatrice, anche lei golfista di livello, si sono stabiliti proprio nell'anno di nascita di Emanuele. Ma la famiglia ha ancora una residenza a Rapallo, e proprio lì il giovane ha coltivato la passione del golf, diventando in poco tempo una speranza nel panorama nazionale: era considerato uno dei giovani più promettenti del movimento golfistico italiano.

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