Uta-Decimoputzu-Vallermosa.

Troppo caldo, agricoltura in ginocchio 

Danni alle produzioni di angurie e patate, scomparsa la pera camusina 

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L’estate bollente brucia il comparto agricolo del Basso Campidano, le alte temperature distruggono le produzioni stagionali.

L’anticiclone africano, con il suo carico di caldo intenso, è stabile sul Mediterraneo da troppo tempo, non accenna ad abbandonare la presa e provoca un effetto devastante sulle coltivazioni nei terreni di Uta. Decimoputzu e Vallermosa.

Produzioni

La calura e l’umidità danneggiano tutti, principalmente le persone anziane e fragili, ma il quadro già critico si aggrava con le mancate produzioni di frutta e verdura che avrebbero dovuto rinfrescare le nostre tavole nella bella stagione.

«Quasi l’ottanta per cento dell’intera produzione di angurie è andata persa», spiega Davide Collu, 64 anni, agricoltore di Uta, un podere nella zona rurale di Santa Maria, «erano previsti almeno centocinquanta quintali di cocomeri che però sono stati distrutti dalle alte temperature arrivate, in questa zona, a sfiorare i 50 gradi».

E non è la sola tipologia di coltura a impensierirlo: «Anche le patate stanno subendo la stessa sorte. Per via del calore accumulato dalla terra, ogni giorno trovo una grande quantità di questo tubero letteralmente sfatto, come se fosse già stato bollito».

La crisi

Quasi l’intera categoria condivide le stesse preoccupazioni. In un settore agricolo ormai in perenne crisi, è sempre più difficile superare questi imprevisti. Un problema che finisce con incidere (non poco) nei conti dei consumatori, a causa dell’aumento dei prezzi dovuto alla scarsità dei prodotti stagionali.

Non va meglio a Vallermosa dove la pera camusina, iscritta nel repertorio regionale delle diversità, che per il caldo quest’anno è scomparsa dalle campagne del paese. Nessuna produzione, così la tradizionale sagra estiva dedicata a questo frutto, antico e dolcissimo, è stata annullata.

Animali

Una calamità che non ha colpito solo i prodotti della terra ma anche gli allevamenti avicoli di diverse zone con la moria di numerosi pulcini. Anche a Decimoputzu, altro paese votato all’agricoltura, si registrano numerose coltivazioni andate perse: «Quest’anno non riusciamo nemmeno a rientrare dalle spese, la maggior parte della produzione delle serre, soprattutto pomodori, cetrioli, peperoni e zucchine, è stata irrimediabilmente distrutta dal grande caldo», spiega Giorgio Medda, 57 anni, coltivatore nella zona agricola di Sa Fraighedda: «Nn sono il solo, alla maggior parte degli agricoltori è toccata la stessa sorte».

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