Una lunghissima trincea stradale che si estende senza soluzione di continuità da via Galvani, all’ingresso di Genneruxi, fino a San Benedetto. Così è ridotto il tratto cagliaritano del trafficatissimo viale Marconi, a seguito del mancato ripristino dell'asfalto da parte di Enel Distribuzione. A distanza di mesi dall’ultimazione dei lavori per la realizzazione della nuova linea elettrica, nessuno è ancora intervenuto per sistemare la pavimentazione stradale. Risultato: in attesa del nuovo bitume, ammortizzatori e pneumatici delle centinaia di veicoli quotidianamente in transito sono messi a dura prova per oltre un chilometro, dalla scuola Ugo Foscolo a via Pergolesi. Crateri anche in coincidenza degli attraversamenti pedonali e caviglie dei malcapitati cittadini a rischio.
Vani solleciti
Nel periodo scorso, l’assessore comunale alla Mobilità, Yuri Marcialis, aveva fatto sapere di aver ripetutamente sollecitato l’Enel per un pronto ripristino. Ma a tutt’oggi nulla è stato fatto e la situazione resta critica tra disagi e proteste. Le trincee lasciate aperte dopo i lavori in arterie nevralgiche e ad altissimo scorrimento come viale Marconi stanno rappresentando, da lungo tempo, non solo uno sfregio al decoro urbano, ma un vero e proprio pericolo per l’incolumità pubblica. «Parliamo di dislivelli e tagli che mettono a repentaglio la sicurezza di pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti, causando danni ai mezzi e rischiando di provocare incidenti», denuncia il consigliere Ferdinando Secchi (Lega – Anima di Sardegna), «non si può pensare di presentare interrogazioni per ottenere la semplice chiusura a regola d'arte di uno scavi».
Che poi aggiunge: «Ho peraltro accolto con soddisfazione l'avvio delle operazioni di ripristino del manto stradale in viale Diaz e via Bottego, una notizia che conferma come la pressione politica esercitata sia servita a sbloccare un’impasse che durava da troppo tempo e ad accelerare i cantieri. Tuttavia, non possiamo limitarci a esultare per quello che dovrebbe essere il normale iter di un’opera pubblica».
Trincee ovunque
Il caso di viale Marconi è solo la punta dell’iceberg di una situazione che affligge l’intera città. «Da Pirri al centro storico, dai quartieri residenziali alle periferie», incalza Secchi, «la nostra città è disseminata di “cicatrici”. Lavori per la fibra ottica, interventi sulla rete idrica o su quella elettrica seguono troppo spesso un copione tristemente noto: si scava, si rattoppa alla bell’e meglio e poi ci si dimentica per mesi del ripristino definitivo dell’asfalto».
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