Vetri rotti e in frantumi. Un autobus presenta addirittura un foro, probabilmente a causa dello sparo di una pistola o di un fucile ad aria compressa. L’ipotesi dell’arma è ancora da verificare, ma in totale sono tre i mezzi del Ctm coinvolti e danneggiati dopo il raid di domenica. È accaduto intorno alle 13.45, nel quartiere di San Michele, vicino al cimitero e in via Is Cornalias. I bus, uno della linea 9 e due della linea 1, erano regolarmente in servizio quando sono stati colpiti da una serie di lanci di oggetti (si pensa soprattutto a pietre ma non si esclude altro). Sul momento la paura per i passeggeri, per gli autisti e per il personale a bordo è stata tanta, ma fortunatamente non c’è stato alcun ferito. L’azienda ha immediatamente allertato le forze dell’ordine e provveduto a sporgere denuncia in Questura. Sono tuttora in corso le indagini per ricostruire l’accaduto, individuare i responsabili e scoprire cosa abbia causato i danni ai mezzi. Saranno utili, in particolar modo, le immagini di videosorveglianza e le dashcam installate sui bus.
Ctm
«Sono sollevato nell’apprendere che non vi siano stati feriti tra i passeggeri e il personale», ha commentato il presidente di Ctm Fabrizio Rodin, «questo resta comunque il fatto più importante. Ciò non toglie che quanto accaduto desta seria preoccupazione. Danneggiare mezzi del trasporto pubblico significa ledere un servizio essenziale per la comunità, realizzato con risorse collettive. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine, che ringraziamo per il pronto intervento. A bordo dei nostri mezzi sono presenti sistemi di videosorveglianza, le registrazioni saranno integralmente messe a disposizione degli inquirenti per le indagini».
I sindacati
Le foto dei bus danneggiati hanno fatto il giro dei social. Paura, preoccupazione e indignazione sono ciò che emerge dalle prime reazioni, ma anche solidarietà agli autisti dei mezzi, soprattutto da parte dei sindacati. «Non siamo di fronte a una bravata», dice il segretario Filt Cgil Cagliari Alessio Salis, «ma a un gesto grave e irresponsabile che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Colpire un autobus in movimento significa mettere seriamente a rischio l’incolumità dell’autista e dei passeggeri. È sufficiente un attimo di panico o distrazione per generare conseguenze drammatiche e imprevedibili. Non possiamo permetterci di intervenire solo dopo un evento irreparabile».
Per Uiltrasporti «quanto accaduto è un fatto inaccettabile che evidenzia, ancora una volta, le criticità legate alla sicurezza nel trasporto pubblico e l’esposizione quotidiana dei lavoratori a rischi che esulano completamente dalle loro mansioni», afferma la segretaria regionale dell’organizzazione sindacale Anna Cirronis, «è necessario rafforzare le misure di controllo e prevenzione nelle aree maggiormente esposte a fenomeni di criminalità, potenziare i sistemi di sicurezza a bordo dei mezzi e garantire condizioni di lavoro che non mettano a repentaglio la vita dei lavoratori».
«Si tratta di azioni criminali intollerabili», sottolinea la segretaria generale di Fit Cisl Sardegna, Claudia Camedda, «episodi di tale gravità si inseriscono in un contesto di crescente insicurezza, in particolare in alcune aree periferiche del territorio metropolitano, dove si registra una preoccupante e sempre più dilagante presenza di fenomeni di criminalità e illegalità diffusa».
I sindacati chiedono anche un incontro tra le istituzioni per rafforzare le misure di sicurezza e tutelare il personale e i passeggeri dei bus.
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