Porto Cervo.

Travolse e uccise Gaia Costa: patteggia un anno 

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Un anno di reclusione e due anni di sospensione della patente (sanzione efficace solo in Italia): è la pena patteggiata dalla manager Vivian Spohr per la morte della studentessa tempiese Gaia Costa (fatti avvenuti a Porto Cervo la mattina dell’8 luglio del 2025). Vivian Spohr, difesa dagli avvocati Angelo Merlini e Angelo Merlini, era accusato di omicidio colposo e ha scelto il rito alternativo.

Un anno fa la manager stava viaggiando sulla sua Bmw con la figlia, e, stando alla ricostruzione della Procura di Tempio, si sarebbe distratta (guardando un’altra auto) mentre Gaia Costa, 24 anni di Tempio, stava attraversando sulle strisce pedonali. La sentenza di oggi è firmata dalla gip del Tribunale, Marcella Pinna, il patteggiamento è stato chiuso con il consenso della pm Milena Aucone, la titolare delle indagini. Determinanti sono stati i risultati delle consulenze tecniche disposte dalla Procura sia sull’automobile di Vivian Spohr che sulla manovra effettuata prima dell’incidente e ricostruita grazie a un filmato di una telecamera di un sistema di videosorveglianza. Per la Procura non ci sono dubbi, l’incidente è stato causato da una distrazione della manager. I Carabinieri hanno accertato subito che la donna non stava utilizzando il telefono mentre era al volante. Nessun commento da parte di Antonello Desini, avvocato della famiglia della giovanissima vittima. (a. b.)

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