Giustizia

Trasferiti i primi boss: «Entro l’anno l’Isola sarà la terra dei 41 bis» 

Al via il piano Kairos per distribuire i 750 condannati al carcere duro 

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Il primo passo è compiuto, i prossimi portano in Sardegna. Con il trasferimento nel carcere di Vigevano di 128 detenuti che si trovavano ristretti in regime di 41 bis in vari penitenziari della Penisola il Governo ha avviato l’attuazione di Kairos, il piano secretato per ragioni di sicurezza che prevede la redistribuzione di boss mafiosi e terroristi in sette strutture dedicate. Tre sono nell’Isola: Ettore Scalas (Uta), Bancali a Sassari e Badu ‘e Carros a Nuoro. Un progetto che viene da lontano che ha subìto un’accelerata improvvisa. Le modalità operative hanno reso chiaro un concetto: il Governo non arretra, i mafiosi saranno portati in Sardegna senza preavviso, ma solo con comunicazioni a cose fatte. E già montano le proteste: «Il silenzio del Governo sui 41 bis nell’Isola è inaccettabile», attacca Marco Meloni dai banchi Pd del Senato.

Operazione Argus

Con un comunicato inviato domenica sera il ministero della Giustizia ha fatto sapere che nelle 48 ore precedenti da Novara, Cuneo, Tolmezzo e Milano era stata effettuata la «movimentazione simultanea» di 128 detenuti «sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41 bis» con destinazione finale «la casa di reclusione di Vigevano, recentemente individuata quale nuova articolazione del circuito speciale con decreto Ministeriale del 18 giugno». Un provvedimento sul quale viene chiesta chiarezza: non ci sono tracce in Gazzetta ufficiale. Lo spiegamento di forze, visto il materiale umano da trasferire, è stato imponente.

Il primo passo

Argus, fanno sapere dal Ministero, «costituisce un passaggio strategico nell’attuazione del progetto Kairos, il piano di riorganizzazione del circuito detentivo speciale sviluppato negli ultimi mesi dal Dap attraverso interventi di adeguamento infrastrutturale, riqualificazione degli spazi detentivi e ridefinizione della geografia dei reparti destinati alla detenzione dei soggetti sottoposti al regime differenziato». Il disegno che porta in Sardegna sta quindi per compiersi.

La Sardegna

Stando a quanto riferito ad aprile dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in risposta a un'interrogazione di Lai (Pd) e Ghirra (Avs) nel carcere di Uta, dove sono destinati 92 boss, i lavori di adattamento del braccio speciale saranno conclusi entro il 2026. Più lunghi i tempi previsti per Badu ‘e Carros: la ditta vincitrice dell’appalto da 3,6 milioni di euro ha 540 giorni – conteggio partito lo scorso gennaio - per rinforzare il muro di cinta, realizzare garitte che devono resistere ad attacchi con armi pesanti, piazzare barriere antiproiettile e apportare altri accorgimenti per la massima sicurezza. Gli interventi procedono, le carceri dell’Isola si faranno trovare pronte per non bloccare l’attuazione di Kairos.

In Senato

«La Sardegna è destinata a diventare entro la fine dell’anno il polo principale del piano Kairos, con un numero di posti che potrebbe superare i 250, su un totale nazionale di circa 750», avvisa Marco Meloni «Da circa un anno chiediamo al Governo risposte chiare: numerose interrogazioni, una proposta di legge per modificare l'assurda preferenza insulare che ci condanna a diventare la destinazione privilegiata per i detenuti più pericolosi d'Italia, visite alle carceri oggetti di lavori di ristrutturazione. Ma finora non abbiamo avuto nessuna risposta: il governo tace ed esegue nel segreto il suo assurdo piano. Ma noi», conclude il senatore sardo, «non ci arrendiamo a questo destino inaccettabile per la nostra terra». ( )

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