Decreto fiscale.

Transizione 5.0, le imprese al Governo: «Scendiamo in piazza» 

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Le imprese insistono e sul Decreto fiscale che regola, all’articolo 8, la Transizione 5.0, continuano a vedere un cambio di regole. Di certo un taglio agli incentivi. Un «tradimento» del Governo, è la posizione. «A rischio – dicono – ci sono anche investimenti, innovazione e i livelli produttivi».

L’attacco arriva dalle Confindustrie di categoria e locali, da Lecce al Veneto, con l'associazione degli imprenditori dell'Alto Adriatico che invoca la «mobilitazione» per fare sentire «con forza» le proprie ragioni. La prospettiva spaventa l’Esecutivo, già al lavoro per trovare una soluzione in vista del tavolo convocato per mercoledì mattina. Ma le posizioni restano distanti, anche all’interno della stessa maggioranza. Con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che vuole concentrare le risorse sulle situazioni più delicate, come le accise, è Ylenja Lucaselli, capogruppo di FdI nella commissione Bilancio della Camera. Riguarda alla nuova norma sulla Transizione 5.0, parla di «un intervento correttivo assolutamente necessario in questo momento, non esiste alcun patto tradito».

Nel mirino anche Adolfo Urso, titolare delle Imprese, le cui voci su un suo possibile cambio di delega, con un passaggio al Turismo, restano insistenti. Al fianco del mondo produttivo, Matteo Salvini che da ministro delle Infrastrutture ha chiesto di sospendere «istantaneamente» il patto di stabilità, una misura al momento improponibile.

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