Storie sentimentali condite di tradimenti che si intrecciano nel mondo del volontariato sanitario, ma anche invidie lavorative, intrighi e rancori ossessivi che ruoterebbero sempre attorno alle stesse quattro persone.
Gli intrecci
Da una parte la vittima, Marco Pusceddu, il soccorritore originario di Portoscuso freddato l’8 agosto 2025 a Buddusò con 4 colpi di pistola. Dall’altra i due presunti mandanti dell’omicidio: l’ex compagna e collega Maria Cristina Falchi (57 anni di Iglesias) che non avrebbe mai accettato di essere stata lasciata, e Ramon Pirosu, (45 anni di Carbonia), anche lui collega del 51enne ucciso e presunto nuovo partner della donna. In mezzo l’iglesiente Marta Cadeddu, 37 anni, che gli inquirenti identificano come l’amante di Pusceddu sino al dicembre 2024, ma poi in rapporti anche con Pirosu. I primi due sono finiti in carcere, assieme ai presunti killer Bronzo Ahmetovic, 42 anni, e Dejane Hadzovic, 26, che avrebbero ucciso dietro il pagamento di 15mila euro. Cadeddu – indagata a piede libero – è sospettata di favoreggiamento per aver cercato di aiutare Pirosu.
Il movente
Il cuore delle venti pagine di ordinanza di custodia cautelare in carcere firmate dal gip del Tribunale di Sassari, Giuseppe Grotteria, sono proprio i rapporti e gli intrecci che sarebbero stati la causa sia di un primo tentato omicidio nei confronti di Pusceddu (venne attirato in trappola e colpito alla testa con una mazzetta), poi del presunto arruolamento dei due sicari a pagamento partiti per Buddusò. Nonostante la nuova relazione instaurata con Pirosu – è l’ipotesi della pm Elisa Succu, titolare delle indagini – Maria Cristina Falchi non sarebbe riuscita ad accettare la precedente separazione con la vittima, dopo una relazione durata 19 anni, accrescendo così l’astio nei suoi confronti e alimentando nel nuovo partner l’invidia per i traguardi lavorativi. Un mix micidiale che, per la Procura, avrebbe poi fatto montare l’intento omicida della coppia. Allo stesso tempo, sempre Pirosu avrebbe instaurato – all’insaputa di Falchi – una relazione ben più seria e profonda anche con la Cadeddu, in precedenza legata anche alla vittima sino alla fine del 2024. Una miscela esplosiva che avrebbe da una parte infiammato la rabbia e il rancore di Maria Cristina Falchi per l’ex che l’aveva lasciata, dall’altra un astio crescente anche da parte di Pirosu. Quest’ultimo, inoltre, sarebbe stato avvisato e messo in allerta da Marta Cadeddu che, nel corso delle indagini, dopo un interrogatorio con i Carabinieri di Ozieri, lo avrebbe esortato a cancellare alcune chat dal telefonino e attivare i messaggi effimeri, così che non fossero recuperati.
L’ossessione
Gli investigatori, sempre da quanto risulta nell’ordinanza, sono convinti che la Falchi fosse ossessionata dall’essere stata lasciata da Marco Pusceddu, serbando astio anche per Marta Cadeddu accusata di avergli rubato l’uomo, arrivando a denunciarlo falsamente per maltrattamenti. Nel pieno della sua fissazione per l’ex fidanzato, ormai impegnato nella nuova relazione – sostengono gli investigatori – la 57enne avrebbe inviato numerosi audio alla sua guida spirituale, un ex missionario che riteneva vincolato dal segreto confessionale, ma che poi ha consegnato tutto agli investigatori. E quando Pusceddu era passato a recupera i suoi effetti personali, lei gli avrebbe fatto anche trovare a casa un lumicino da cimitero con dietro alcune sue foto. Un segnale preciso, visto quanto poi accaduto.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
