Migranti.

Tra Roma e Madrid ritorna il sereno: riaperte le frontiere 

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Roma. Dopo quasi tre mesi di tensioni, proroghe sui controlli e accuse incrociate, è pace fatta tra Italia e Spagna. I ministri dell'Interno Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska hanno concordato che l'accordo di Schengen non verrà sospeso ulteriormente: stop dunque ai controlli su chi viaggia tra i due Paesi. La decisione, presa al termine di un colloquio telefonico definito «cordiale», è maturata dopo una attenta analisi della situazione. Ci sarà, inoltre, un potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune Schengen.

La notizia è arrivata nel giorno della scadenza dell'ultima proroga dei controlli alle frontiere marittime e aeree con l'Italia decisa da Madrid per «reciprocità» con la misura adottata da Roma. La possibilità era stata discussa recentemente a Bruxelles dai premier Giorgia Meloni e Pedro Sanchez in occasione dell'ultimo Consiglio europeo.

Esprime soddisfazione per l'intesa il commissario Ue agli Affari Interni Magnus Brunner, sottolineando come Schengen sia «uno dei più grandi successi dell'Unione europea. Continueremo a rafforzarlo: riducendo ulteriormente l'immigrazione irregolare, aumentando i rimpatri e rafforzando le nostre frontiere esterne».

E così, dopo due mesi e 22 giorni, si chiude la crisi innescata dall'ondata migratoria di fine luglio a Ceuta, quando circa 80mila migranti avevano raggiunto le coste dell'exclave spagnola in Nord Africa. Roma il primo agosto aveva ripristinato i controlli sui passeggeri di Paesi terzi provenienti dalla Spagna con aerei o navi, ipotizzando «elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche». Qualche giorno dopo Madrid ha risposto con verifiche analoghe sui viaggiatori in arrivo dall'Italia, motivandole con la pressione migratoria che interessa il Paese.

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