Turno delicatissimo quello di oggi per le sarde di Serie D. La 9ª giornata di ritorno, inaugurata ieri dagli anticipi di Monastir e Cos, sarà completata dal derby gallurese Olbia-Budoni e dalla trasferta del Latte Dolce in casa della vice capolista Trastevere. Gare in cui le isolane si giocano molto in chiave salvezza, a partire dal Nespoli, dove dalle 14,30 andrà in scena uno scontro diretto.
Retrovie
L’Olbia non potrà disporre di Saggia, Biancu e Santi per squalifica e Viscovo per infortunio, ma ritrova dopo il turno di stop Anelli, Perrone e Putzu in difesa dove l’assenza di Buschiazzo, contro il quale il club ha avviato un’azione arbitrale «per grave e constatata inadempienza contrattuale», è compensata dall’acquisto di Gaye. Data la classifica, dove i bianchi sono terzultimi con 21 punti a -10 dal Budoni, posizione da retrocessione diretta, un successo permetterebbe a Ragatzu e compagni, che non vincono dal derby di andata, di rientrare in corsa almeno per i playout.
Il Budoni, che si presenterà al Nespoli senza lo squalificato Ladu, fiuta la disperazione dell’avversario e sta in campana. «Ci siamo preparati bene per questa partita, che è innanzitutto un derby», premette Alessandro Steri, vice allenatore dei biancazzurri ed ex del match: «Dobbiamo essere bravi a fare il nostro gioco tenendo fuori i loro problemi extra campo: vogliamo riprenderci i punti ceduti all’andata». Sui suoi trascorsi, l’ex centrocampista aggiunge: «Sarà emozionante tornare al Nespoli per la prima volta da avversario: a Olbia ho vissuto due stagioni esaltanti e il passaggio di proprietà da Pino Scanu e le “vecchie glorie” dell’Olbia ad Alessandro Marino, e penso di aver lasciato un buon ricordo».
Trasferta
Dalle 15 il Latte Dolce affronterà il Trastevere per provare a balzare fuori dalla zona retrocessione, dove staziona con gli stessi punti del Budoni. Dopo l’1-3 con l’Ischia il tecnico Michele Fini ha invitato tutti «a dimenticare la sconfitta velocemente. Siamo una squadra in salute, viva, che ha dimostrato di voler salvare la categoria, e questo dev’essere la nostra forza».
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