«Questo è un ospedale piccolo ma con grandi potenzialità», ha sussurrato davanti a un caffè e a un dolcetto, in quel presidio oggi “adornato” dai medici di cartone e che da anni accoglie chi soffre all’ospedale San Camillo di Sorgono. Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, ha prima raggiunto il Mandrolisai, ieri mattina, per una fugace visita alla discussa struttura ospedaliera; poi tappa a Isili, per qualche ora tra la colonia penale e l’ospedale San Giuseppe, che soffre come è noto di croniche carenze.
«Ha detto che farà il possibile per darci una mano, segnalerà la nostra situazione a chi di dovere, al suo rientro nella Penisola», fanno sapere dal comitato Sos Sanità Barbagia Mandrolisai. Intanto, in numerosi Comuni del centro Sardegna sono comparsi dei cartelli azzurri: «Siamo arrabbiatissimi perché qui continuano a mancare i medici», spiega il sorgonese Piero Manca.
Mandrolisai in rivolta
Le zone interne continuano ad annaspare, e non è una novità, quando si parla di sanità e di accesso alle cure. «Le rassicurazioni del cardinale Bagnasco? Ci ha detto che ha visto un piccolo ospedale ma dalle grandi potenzialità perché si trova nel cuore dell’Isola», dichiara Gian Franca Salvai, del comitato Sos Sanità Barbagia Mandrolisai. «Anche lui concordava: dev’essere tenuto meglio, in modo che possa essere efficiente. Noi ci speriamo moltissimo: per noi, per il territorio e perché riteniamo che i piccoli ospedali siano una grande risorsa per la sanità sarda». Da Sorgono il coro non cambia: «La sanità è allo sbando, per la mancanza di servizi e soprattutto di medici».Per queste ragioni la protesta del comitato guidato dal belviese Bachis Cadau riprende vigore, e punta su cartelli azzurri assai eloquenti. Hanno fatto capolino un po’ in tutti i Comuni del territorio. «Meana Sardo difende l’articolo 32 della Costituzione», si legge. E ancora: «A Teti mancano medici». Maria Bonaria Mereu puntualizza: «In questo modo vogliamo coinvolgere tutti i paesi del circondario. Sì, l’ospedale San Camillo è di tutti, va difeso».
La tappa in Sarcidano
Una serie di incontri informali ha permesso ieri al cardinale di confrontarsi con le realtà del territorio del Sarcidano ed in particolare di Isili. Prima la visita alla Colonia penale, con un pensiero ai detenuti, e subito dopo all’ospedale san Giuseppe Calasanzio prima di raggiungere l’aeroporto di Elmas. Il cardinale è arrivato in Sardegna per i festeggiamenti in onore di San Salvatore a Meana Sardo ospite del parroco don Alessio. «La sua presenza ha rappresentato un momento di speranza e un segnale forte per tutto il territorio» ha detto il sindaco di Isili Luca Pilia che ha fortemente voluto la visita di Bagnasco anche nella sua comunità «a lui abbiamo consegnato le nostre preoccupazioni affinché si faccia portavoce verso chi ha potere di cambiare certe realtà». Il cardinale Bagnasco ha visitato il Pronto Soccorso, l’oncologia, la diabetologia, ha visitato i degenti del reparto di medicina. Ha voluto stringere la mano a chiunque incontrasse lungo i corridoi, regalando un sorriso e una parola sommessa, intima. Il presule ha avuto modo di ascoltare le vicissitudini dell’ospedale esposte dal sindaco, dal cappellano don Antonello e dal direttore Sergio Laconi. Una realtà fondamentale per il territorio ma vittima di carenze che anno dopo anno hanno limitato l’efficienza e i servizi da poter erogare ai cittadini. Un ascolto attento quello del cardinale che non ha mancato però di incoraggiare chi lavora e chi continua a lottare per l’ospedale. «Per noi», ha aggiunto il primo cittadino Pilia «è stata una visita importante da parte di un rappresentante della Chiesa che ha sostenuto e dato speranza al nostro territorio». Non è mancato l’appello a farsi garante con chi di dovere dei problemi esposti affinché vengano finalmente affrontati e risolti.
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