Oristano.

Tour nel silenzio ferito del mare 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

C’è un tipo di inquinamento che non si vede e non lascia tracce sulle spiagge o tra le reti dei pescatori. Eppure esiste e chi abita i fondali marini lo percepisce con una chiarezza che invece in superficie non si coglie. È l’inquinamento acustico sottomarino, e c’è chi ha deciso di farlo sentire e percepire.Si chiama “Deeping waves” il progetto ideato da Marco Coa insieme ai ricercatori del Cnr di Torregrande Stefania Coppa, Giorgio Massaro, Andrea Camedda e Andrea De Lucia, nel contesto dello Spoke 7 del Pnrr, che prende come riferimento geografico ed ecologico l’area marina protetta della penisola del Sinis. Il primo appuntamento sarà venerdì 10 aprile all’istituto Othoca.

Il progetto

Non una semplice mostra né un documentario ma un’esperienza immersiva pensata per scuotere la coscienza di chi vi partecipa, privandolo persino della vista. Ai partecipanti saranno offerte delle mascherine per impedire la visuale, restituendo all’udito la centralità che spesso nella vita quotidiana è negata. «L’idea di fondo è quella di una discesa, una catabasi - spiega Coa – che parte dalla superficie del mare e scende gradatamente verso i fondali, dove la nostra civiltà viene osservata, o meglio, ascoltata da una prospettiva inedita». È lì, nel buio degli abissi che non è più silenzioso che si manifesta il paradosso della modernità: gli ecosistemi marini vengono aggrediti non solo dalle plastiche e dai rifiuti buttati in mare ma dal rumore costante della presenza dell’uomo. Il rombo dei motori degli yacht, lo strascico delle infrastrutture per la pesca, il traffico marittimo si propagano sott’acqua in modi che interferiscono con la vita, la comunicazione e la sopravvivenza delle specie marine. Il progetto ruota attorno all’opposizione tra antropofonie e biofonie, i rumori prodotti dall’uomo contrapposti ai suoni degli organismi viventi. «Quando si riempie quel mosaico con un rumore continuo e dominante - sottolinea Coa – non si disturba solo un paesaggio, ma si interrompe un linguaggio».

Sono previsti interventi in formato Ted da parte di ricercatori, che illustreranno i danni ambientali derivanti da comportamenti umani poco consapevoli. L’esperienza, della durata di circa un’ora, è itinerante e raggiungerà anche le scuole.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?