Macomer.

Tossilo, emergenza sicurezza 

Sul futuro dell’area industriale resta aperto il problema della governance 

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L’aspetto è quello di un’area industriale dismessa, abbandonata, con strade fatiscenti, capannoni in disuso e senza servizi importanti, come la fibra, indispensabile per fare impresa. Dopo l’incendio, che ha interessato un fienile e macchinari di una grossa azienda agroalimentare, tra le più importanti dell’area industriale di Tossilo, si pone il problema anche della sicurezza, oltre a quello dello sviluppo del sito, che da 18 anni non riceve finanziamenti per dare i servizi necessari e renderlo appetibile.

Gli operatori

«L’assenza di un amministratore effettivo al Consorzio industriale - dice Gavino Guiso, titolare di un caseificio - ha pesato non poco sullo sviluppo del tessuto economico del territorio impedendo di fatto qualsiasi iniziativa innovativa che potesse comportare una modifica del regolamento che nella sua struttura di base è ancora quello di 50 anni fa. Ciò che manca oggi è un ritorno alla gestione diretta dell’acqua sia come fornitura che come smaltimento e la costituzione di un comitato che rappresenti i legittimi interessi delle imprese insediate».

Confindustria

Più esplicito Pier Paolo Milia, titolare di un’importante azienda e presidente di Confindustria: «Mentre le aree industriali dell’Isola stanno correndo qui è tutto fermo da 18 anni, tanto dura il commissariamento. Occorre una gestione concreta per dare a quest’area i servizi che mancano e renderla più sicura e snella. Occorre sfruttare adesso la volontà della Regione di far arrivare i contributi necessari, che finora sono mancati». Oltre alle strade costellate di buche ed erbacce manca la fibra. «Se si vuole uscire da questa situazione occorre fare in fretta - dice Milia - la zona industriale di Tossilo è vissuta, ci sono gli operatori che tutti i giorni affrontano difficoltà su difficoltà per andare avanti».

Governance

Tanti imprenditori, specie Confindustria, chiedono una soluzione capace di restituire a quest’area una governance stabile, una programmazione credibile e un orizzonte di sviluppo. Non un ente che amministra le aree produttive, ma una vera Agenzia di sviluppo del territorio. «Non si tratta di annullare le specificità di Macomer, che vanno valorizzate nella governance interna del consorzio - dice Milia - ma di smettere di confondere l’autonomia amministrativa con la frammentazione istituzionale. Occorre chiudere subito la stagione del commissariamento e procedere verso un assetto che sia finalmente uno strumento di sviluppo per le imprese». Mario Zacchino, commissario e presidente della Tossilo spa: «Dobbiamo certamente superare la gestione liquidatoria e realizzare un sistema funzionante».

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