Maracalagonis-Sinnai.

«Torre delle Stelle? Un sogno»  

Nathalie De Clercq: così portiamo avanti il progetto di nostra bisnonna 

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«Torre delle Stelle? Per me è il posto più bello del mondo. Sono nata negli Stati Uniti, mio padre è belga, mia madre è cinese, siamo cresciuti soprattutto negli Stati Uniti e ho scelto di vivere e lavorare in questo angolo di Sardegna soprattutto per una ragione affettiva». Nathalie De Clercq, 42 anni, si emoziona quando ricorda i racconti della sua bisnonna Edith Pelgrims de Bigard. «Era amica della moglie dell’Aga Khan. Venne in Sardegna nel 1963 e, quando vide le spiagge di Cann’e Sisa e Genn’e Mari, fu amore a prima vista: il colore del mare, la sabbia bianca... Costruì la villa dei suoi sogni e iniziò a creare le strade. Fu proprio mia bisnonna a scegliere il nome della località e a battezzare le vie con i nomi delle stelle e delle costellazioni, Via del Sagittario, Via Urano, Via Luna, Via Polluce e così via. Poi mio nonno, Philippe, portò avanti lo sviluppo, invitando amici belgi, svizzeri e olandesi in Sardegna, costruendo case per loro e progettando il villaggio con un centro comunitario, ristoranti e molto altro. Oggi, insieme a mio fratello David, vogliamo continuare il progetto della nostra bisnonna».

Da quanto tempo lavorate in Sardegna?

«Abbiamo iniziato a lavorare a Torre delle Stelle undici anni fa. Forse era il momento più difficile, perché molte case erano abbandonate. Oggi invece c’è una vera rinascita del villaggio, che può davvero diventare il più bello della Sardegna. Anzi, per noi lo è già».

Torre delle Stelle come la Costa Smeralda?

«No, Torre delle Stelle è molto diversa: più genuina, più autentica, un gioiello che a mio avviso rappresenta meglio della Costa Smeralda l’immagine della Sardegna anche a livello internazionale».

Il vostro modello di turismo?

«Puntiamo sulla qualità dei servizi e sull’accoglienza. Mio fratello ed io abbiamo viaggiato in tutto il mondo, David letteralmente, visto che è stato in tutti i Paesi, e abbiamo deciso di stabilirci qui proprio perché crediamo nelle enormi potenzialità di Torre delle Stelle, certo, ma anche di tutto il Sud Sardegna e dell’Isola intera, che sta finalmente iniziando a essere riconosciuta a livello internazionale anche grazie a eventi come l’America’s Cup di vela».

Come accogliete i turisti?

«Abbiamo oltre sessanta posti letto distribuiti in dodici residenze, il complesso ristorativo Aquarium e stiamo lavorando a un progetto di sviluppo alberghiero. Inoltre contribuiamo a creare esperienze per le vacanze con attività come Cena nell’Orto o le serate di cinema all’aperto nel parco».

Quante persone lavorano per voi?

«Attualmente circa 50».

I vostri rapporti con le amministrazioni locali?

«I rapporti sia con il Comune di Maracalagonis sia con quello di Sinnai sono ottimi. Ho vissuto, studiato e lavorato negli Stati Uniti, a me e mio fratello piace rimboccarci le maniche e lavorare su ciò su cui possiamo davvero fare la differenza. Per esempio, i collegamenti aerei non sono temi sui quali possiamo incidere concretamente. Noi guardiamo avanti con ottimismo e pensiamo al bene non solo nostro, ma di tutte le persone che lavorano a Torre delle Stelle».

In che senso?

«Abbiamo pubblicato una guida che include tutte le attività di Torre delle Stelle, anche quelle che qualcuno potrebbe considerare nostre concorrenti, ma che noi in realtà vediamo come partner. Se un altro ristorante o un altro albergo lavora bene a Torre delle Stelle, l’offerta si amplia e si crea un vantaggio per tutti. Le faccio un altro esempio».

Prego.

«Abbiamo ottenuto dal Comune la gestione del parco di Torre delle Stelle. Qualcuno ha pensato che volessimo trasformarlo in un’attività economica o chissà cos’altro. Noi vogliamo riportarlo al centro della vita della comunità, ospitando cinema all’aperto o spettacoli gratuiti. È un servizio in più per le famiglie e per i visitatori del paese, non un business. Così possiamo crescere tutti insieme. Così il sogno della mia bisnonna può continuare attraverso il nostro lavoro».

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