Se chiami la mattina per bloccarne uno la sera, diciamo tra le 20 e le 22, nel fine settimana, rispondono che “le prenotazioni si accettano solo per l’aeroporto. Ci ricontatti più tardi, a ridosso dell’orario in cui le serve, le invieremo il taxi”. Qualcuno dice che questo accade perché «essendo la tariffa per l’aeroporto quella più remunerativa, è evidente che per i tassisti è meglio “bloccare” l’auto con un servizio che paga di più, garantendo comunque il servizio». E non (solo) a causa del vecchio problema della carenza di taxi. A due mesi dall’avvio della stagione turistica, con l’America’s Cup, «il servizio in città resta molto carente», denuncia Alessio Mereu, consigliere di opposizione (FdI). «Con l’arrivo dei turisti, sarà di nuovo un grande problema se non ci si mette mano una volta per tutte», aggiunge. Come? «Aumentando le licenze, così come era stato stabilito di concerto con i tassisti due anni anni fa», dice ancora Mereu. «L’annoso problema dei taxi a Cagliari non si è mai voluto risolvere davvero, quella dei tassisti è una vera lobby», tuona Giuliano Frau, presidente di Adoc, associazione dei consumatori. «A parole sono tutti disponibili a trovare una soluzione che consenta di rendere questo servizio pubblico ed essenziale efficiente, ma alla fine nessuno fa niente», aggiunge.
La situazione
Il programma del Comune per avere più auto bianche in strada, di fronte alle difficoltà di cagliaritani e turisti soprattutto d’estate, nelle fasce serali e notturne, e nel weekend, si è concentrato da un anno sull’istituzione della doppia guida (in dodici mesi ne ha attivato una trentina), rinunciando (per ora) all’aumento delle licenze. «Il confronto con la categoria è costante, anche perché non è un settore semplice da governare e richiede equilibrio tra esigenze diverse», spiega l’assessore alla Mobilità Yuri Marcialis. «Siamo partiti con una scelta precisa: attivare le doppie guide, uno strumento concreto per aumentare la copertura del servizio senza intervenire subito sul numero delle licenze. Questo ci ha permesso di estendere i turni, soprattutto nelle fasce orarie più critiche, e di migliorare la disponibilità in diversi momenti della giornata».
A onor del vero, va detto che Cagliari, rispetto a molte città italiane simili, ha una dotazione di taxi piuttosto elevata. «Parliamo di circa un taxi ogni 1.300 abitanti, un dato che, nel confronto con altri capoluoghi soprattutto del centro-sud, risulta tra i più alti. Detto questo», dice ancora l’assessore Marcialis, «sappiamo che nei momenti di picco, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione turistica, le criticità possono emergere. Per questo motivo stiamo lavorando anche su un incremento delle licenze, nell’ordine di circa il 10%, con particolare attenzione anche ai mezzi accessibili per le persone con disabilità. L’obiettivo», conclude, «è arrivare all’estate con un sistema più flessibile ed efficiente, mantenendo un dialogo costante per trovare soluzioni applicabili e durature».
La strada
«La questione non deve essere letta attraverso una contrapposizione tra tassisti e utenti», afferma Giuseppe Farris, consigliere comunale (CiviCa 2024). « Oggi c'è sicuramente un problema di stagionalità, dove possono insorgere difficoltà a ottenere il servizio in tempi adeguati nei periodi in cui la città registra un maggior numero di presenze turistiche. Per il resto, però, mi sembra che il servizio funzioni bene. Occorre anche considerare che i tassisti sono una delle categorie che più di altre ha subito la conseguenza dell'aumento dei costi del carburante, dei tempi di percorrenza in città, delle assicurazioni e delle manutenzioni, a fronte di tariffe che sono rimaste sostanzialmente immutate. Il punto di equilibrio non va ricercato allora nell’aumento delle licenze ma in una più efficiente organizzazione nel servizio nei periodi più critici dell'anno e nelle fasce orarie più affollate. Da trovarsi, naturalmente, attraverso un confronto con le associazioni di categoria».
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