La gioia di tornare al cancelletto di partenza 292 giorni dopo il terribile infortunio. E la paura che qualcosa non vada nel verso giusto impedendogli di partecipare ai Giochi olimpici di Milano-Cortina. Ieri, alla vigilia del gigante di Plan De Corones che la rivedrà in una gara di Coppa del Mondo, con vista sulle Olimpiadi, Federica Brignone ha il sorriso di chi sa di avercela quasi fatta, ma è cosciente che la strada verso il suo pieno recupero è ancora piena di insidie: «È fantastico essere qui», dice in una conferenza stampa la detentrice della Coppa del mondo di sci alpino, «e in gara domani (oggi, ndr ); quale posto migliore delI'Italia? Sono qui per testare il mio corpo, la mia mente e la mia gamba. Non sono qui per un grande risultato, ma già essere qui è un grande risultato. Sono qui per gareggiare e non ho paura di non ottenere molto».
Per Brignone il ritorno in una gara ufficiale arriva dopo il lungo stop per la frattura di tibia e perone e la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro ai campionati italiani dello scorso 3 aprile in Val di Fassa. «Sarà un'emozione probabilmente nuova. Quando ho iniziato a capire che ce l'avrei fatta? Nessun atleta è mai sicuro al 100%, nel nostro sport, di partecipare ai Giochi finché non è al cancelletto di partenza: tuttora non sono sicura», ha anche detto la sciatrice azzurra. «A dicembre ho rimesso gli sci da turismo. Poi quando ho messo quelli da Gigante è stato un disastro. Nella seconda metà del mese ho iniziato a vedere un po' di luce, è stata veramente tosta».
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