Regione

Todde, secondo mandato e polemiche 

«Mi ricandido alla guida dell’Isola». Cappellacci: «Cerca il bis? Cominci a governare» 

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Alessandra Todde intende ricandidarsi per un secondo mandato alla guida della Regione e non ha alcuna intenzione di correre per le elezioni politiche in programma il prossimo anno. La governatrice ha fugato ogni dubbio ieri, in un’intervista concessa all’agenzia Ansa, spiegando che, d’altronde, ha «fatto un patto con i cittadini e con i sardi: voglio chiudere bene il mio mandato e rompere questa tradizione dell'alternanza». Tutto ciò «se ci saranno le condizioni». Anche perché nessuno può ancora prevedere se il Campo largo sarà unito nel sostegno di una sua ricandidatura alla presidenza. Todde ricorda che «sono passati due anni, e sembra che ne siano passati dieci. Quindi tre anni ancora in prospettiva sono veramente molti per fare anche il bilancio della legislatura: vorrei arrivare in una condizione in cui i cittadini sardi hanno ripreso fiducia rispetto ai risultati che le istituzioni possono portare nel governo dell'Isola. Poi, se i cittadini pensano che abbiamo fatto un buon lavoro, penso che sia anche normale riproporsi».

Bilancio e obiettivi

Difficile fare un bilancio, ad ogni modo «dopo due anni abbiamo raggiunto dei risultati, penso alla continuità territoriale, all’abbattimento di tre punti di dispersione scolastica, o al grande lavoro fatto sulle energie rinnovabili e la lotta alla speculazione». Tantissimo «resta da fare sul fronte sanitario e ora dobbiamo concentrarci sulle cose che si aspettano i sardi: un cambio di passo, il fatto di poter investire in maniera sempre più forte sull'istruzione, sullo spopolamento, sui servizi ai territori». Ultima cosa, ma forse la più importante per la presidente, «un'attenzione particolare ai giovani»: «Sto studiando da un anno e mezzo un piano complessivo di misure europee, anche regionali, che presenteremo a breve perché crediamo che se non ripartiamo dai ragazzi e dalle nuove generazioni che devono poter investire sulla nostra terra, abbiamo perso la scommessa». Tornando alle rinnovabili, la governatrice precisa che in due anni «non è stata data un'autorizzazione per impianti eolici o per impianti fotovoltaici che fossero di grandi taglie». Altro obiettivo di legislatura è la revisione del Piano paesaggistico regionale datato 2006. La costituzione dell'ufficio del piano è attesa a breve, ma Todde sa già cosa deve cambiare: «Il piano deve essere uno strumento vivo e utilizzabile dai Comuni e non semplicemente uno strumento restrittivo».

Legge elettorale

Qualche passaggio anche sulle primarie nel Campo largo in vista delle politiche e sulla nuova legge elettorale: «Se primarie di coalizione devono essere, almeno non siano divisive. Tra le priorità per gli italiani e le imprese non c'è la riforma delle legge elettorale nazionale che, invece, è un'esigenza dei partiti di maggioranza che vogliono in qualche modo crearsi le migliori condizioni per poter vincere le elezioni». Nulla invece contro una rivisitazione della legge elettorale regionale: «Sono favorevole a qualsiasi tipo di contesto possa aumentare la rappresentatività, anche di forze politiche che sono state escluse. Allo stesso tempo bisogna trovare un equilibrio sulla governabilità».

Centrodestra

Le parole della governatrice non lasciano indifferente il centrodestra. «Todde pensa già al bis? Cominci almeno a governare, perché il suo primo mandato è ancora fermo alla campagna elettorale del 2024: annunci, slogan e attacchi agli avversari. Nulla di più», dichiara Ugo Cappellacci, deputato e presidente della commissione Affari Sociali e Salute della Camera, «di solito il bis si chiede a grandi artisti dopo una performance straordinaria. Qui, invece, sembra più il bis di chi, aperta una scatoletta di tonno, ne ha semplicemente apprezzato il contenuto». Replica a stretto giro di Mario Perantoni, deputato del M5S: «Cappellacci dovrebbe spiegare ai cittadini sardi cosa è stato fatto – o meglio, cosa non è stato fatto – quando governava lui e il suo centrodestra targato Solinas. La Sardegna ha bisogno di responsabilità e lavoro concreto, non di polemiche costruite ad arte per nascondere anni di fallimenti». (ro. mu.)

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